VENEZIA. Un grande cartellone proprio al centro del ponte. E' il prezzo che Rialto (e Venezia) dovranno pagare al finanziamento di Renzo Rosso per il restauro dell'opera. Nel primo pomeriggio è iniziata infatti la copertura dei ponteggi e la collocazione del grande telo che pubblicizza «Becoming Marni», installazione di sculture in legno dell'artista brasiliano Véio, che faranno parte della Biennale d'Arte. Marni è anche il marchio che appartiene al gruppo di Rosso, OTB. VENEZIA Guardare per credere. Di Rialto ormai non è rimasto più nulla, gru e impalcature coprono il cuore storico della citta: dietro, il cantiere del Fontego dei Tedeschi (a destra) e il Palazzo dei Camerlenghi (a sinistra), davanti, il ponte, ormai libero solo per una piccola porzione dove l'occhio viene inevitabilmente attratto da quel maxi telo che pubblicizza la mostra all'Abbazia di San Gregorio in calendario per la Biennale d'arte ai limiti della serigrafia che riproduce le arcate. D'accordo non ci sono modelle, borse o panini, ma «Becoming Marni», l'installazione di sculture in legno dell'artista brasiliano Véio. D'accordo anche che senza quella pubblicità il ponte di Rialto continuerebbe imperterrito nel suo percorso di degrado. D'accordo che tutto era previsto da tempo, stabilito da un contratto frutto di un certosino lavoro tra Ca' Farsetti e Sovrintendenza. Ma l'effetto finale nessuno se l'aspettava, quasi eguagliando le maxi affissioni che per anni hanno cambiato l'aspetto di piazza San Marco, piuttosto che di Palazzo Ducale. «E' ora di finirla con le polemiche inutili: i grandi interventi ormai sono possibili solo grazie agli sponsor visto che le finanze pubbliche non permettono di programmare restauri dice l'ex Sovrintendente del Veneto che ha seguito il progetto di Rialto Ugo Soragni, oggi a Roma direttore generale dei Musei. L'importante è che siano rispettati i tempi di cantiere e le indicazioni stabilite sull'occupazione degli spazi». E in effetti tutto segue le prescrizioni messe a gara per scegliere il finanziatore. Il patron della Diesel Renzo Rosso ha così accettato di farsi carico dei cinque milioni necessari per il restauro del ponte, potendo usare per la pubblicità solo un terzo della superficie complessiva del cantiere, con un massimo di 120 metri quadrati. «Becoming Marmi» (Marni è il marchio che appartiene al gruppo di Rosso, Otb) fa anche meglio, fermandosi a cento: sicuramente rimarrà per tutto maggio, poi da giugno il disegno potrebbe cambiare. Di certo il centro del ponte rimarrà il luogo prescelto dallo sponsor per questa prima fase di cantiere che durerà quattro mesi e mezzo, per la successiva dipenderà dalla predisposizione e dell'occupazione degli spazi. «La parte in cui viene riprodotto il ponte è positiva e rispecchia bene l'andamento del ponte commenta per i commercianti Filippo Prevedello del Comitato Ponte di Rialto . La pubblicità centrale ha un impatto molto forte ma sicuramente è fatta in accordo con la Soprintendenza e non si poteva pensare che Renzo Rosso spendesse i soldi senza avere pubblicità». Come sottolinea Vela che gestisce per il Comune l'operazione l'immagine è stata studiata ad hoc per Venezia (in questo caso riproduce il cartellone della mostra), al contrario di molte altre pubblicità che hanno coperte le facciate (e le impalcature) dei palazzi che si affacciano sul Canal Grande: da Ca' Foscari a Ca' Rezzonico fino a Ca' Vendramin Calergi. E come per ogni bozzetto viene precedentemente valutato e approvato da amministrazione e Sovrintendenza. I commercianti di Rialto in questi giorni invece stanno attendendo l'illuminazione in testa di ponte, così come previsto dalle tre imprese impegnate nei restauri: l'attesa è per Enel che deve installare contatore da cantiere. (ha collaborato E. Lorenzini)