La Capitolare come la biblioteca del Trinity College di Dublino. Una meta indispensabile per qualunque turista della capitale irlandese, grazie ad un singolo, prezioso, manoscritto, il libro di Kells, un evangelario miniato datato settimo secolo. All'interno della Capitolare, la biblioteca della curia veronese, ce n'è uno risalente al quarto secolo, scritto con inchiostro in argento ed oro. Ed è solo uno dei «pezzi forti» della collezione diocesana. Tra gli altri, l'indovinello veronese (la prima testimonianza in volgare italiano), le Istituzioni di Gaio, unica copia del manuale che compendia tutto il diritto romano, il più antico manoscritto del «De Civitate Dei» di Sant'Agostino, forse scritto dallo stesso pugno dal vescovo di Ippona. Tesori nascosti agli sguardi dei turisti. Per il momento. Dopo cinque anni di attesa, infatti, partiranno, probabilmente ad inizio 2016, i lavori per la risistemazione dell'edificio. Lo scopo è quello di far diventare il sito un museo adatto al «turismo di massa»: a cominciare dall'abbattimento delle barriere architettoniche. «Verrà riprogettato l'ingresso e saranno previsti nuovi locali per il pubblico - spiega l'architetto Massimo Casali - soprattutto ci saranno sei nuove sale espositive nelle quali sarà possibile osservare, dalle teche, alcuni manoscritti selezionati». Ma i tesori della Capitolare non si fermano alla parte religiosa e letteraria. «C'è una bolla di Federico Barbarossa, firmata di suo pugno, una busta d'avorio utilizzata da re Teodorico per le sue missive, strumenti musicali rinascimentali - elenca monsignor Bruno Fasani, prefetto della Capitolare - tutti lasciti capaci di solleticare la curiosità di turisti internazionali. Per ora sono stati messi a disposizione, per i lavori, un milione e trecentomila euro in parte dalla Regione (900mila euro) e in parte dalla Fondazione Cariverona (400mila). La nuova Capitolare dovrebbe essere pronta nel 2017.