Dal 21 giugno in mostra 20 opere provenienti da Firenze. A far da cicerone 80 giovani «senza macchia» CASERTA. A Casal di Principe è tutto pronto per l'avvio della mostra «La luce vince l'ombra - gli Uffizi a Casal di Principe», che porterà dal 21 giugno al 21 ottobre, nel comune del Casertano, nel bene confiscato alla camorra in via Urano intitolato «Casa don Diana», alcune opere del famoso museo fiorentino, tra cui quadri della scuola di Caravaggio. Un evento quasi unico nel suo genere, il cui titolo non è solo un richiamo al passato di Casale fatto di tante ombre, ma un auspicio che la «rinascita morale» che sta vivendo la città, «complice» proprio la partnership con un museo tra i più noti del mondo, la faccia uscire dal cono d'ombra. Venti le opere che saranno esposte a Casal di Principe: arriveranno dagli Uffizi (otto), dalla Reggia di Caserta (una), dal Museo di Capodimonte (nove) e da quello campano di Capua (una). Tra i dipinti provenienti dalla galleria fiorentina la «Santa Caterina d'Alessandria» di Artemisia Gentileschi, «Vanità» di Mattia Preti, «Salomé» con la testa del Battista di Giovan Battista Caracciolo. Dalla Reggia di Caserta verrà prestato il «Fate presto» di Andy Wahrol (opera realizzata reinterpretando, nello stile della pop art, la prima pagina de Il Mattino pubblicata il 26 novembre 1980, tre giorni dopo il terremoto in Irpinia), da poco rientrato dal Madre di Napoli, mentre da Capua arriverà l'antica statua Mater Matuta che nella mitologia romana rappresentava la dea del Mattino o dell'Aurora. «La bellezza porta bellezza - spiega lo storico dell'arte Vincenzo Mazzarella, della sovrintendenza speciale per la Reggia di Caserta - mettere vicini i quadri della Scuola Caravaggesca e la più grande espressione dell'arte popolare come il dipinto di Wahrol è una scelta condivisibile e coraggiosa, perché può cogliere le varie sensibilità dei visitatori, che sicuramente resteranno affascinati nel vedere tanta bellezza in un luogo in cui obiettivamente non ce ne è mai stata molta». A fare da cicerone ai visitatori saranno gli «ambasciatori della rinascita» ovvero gli ottanta giovani «senza macchia e senza alcuna ombra», scelti tra persone senza carichi penali o condanne; ma privi anche di ombre, perché nessuno degli «ambasciatori» ha legami diretti di parentela con criminali, camorristi in particolare. «Nessuna discriminazione - ha spiegato uno degli organizzatori, Alessandro De Lisi, direttore del progetto RRinascita - ma uno sprone affinché chi ha la coscienza pulita decida di mettersi in gioco e di varcare volontariamente la linea di sangue che li lega a persone condannate». Alle selezioni dell'8 e 9 aprile scorsi si sono presentati in centinaia, residenti tra Casal di Principe e i comuni limitrofi,tutti desiderosi di dare un contributo alla rinascita del proprio territorio. Perché il loro compito non sarà solo quello di accompagnare i turisti o «vegliare» che tutto alla mostra funzioni, ma soprattutto di raccontare la vecchia Casale «occupata» dai clan, e quella di oggi, «liberata» dalla parte sana della società civile. «Una specie- conclude De Lisi - di mediatori culturali museali capaci di includere anche temi complessi come la criminalità organizzata e le economie mafiose, la storia delle vittorie dello Stato e della società civile, i prodotti di eccellenza».
Gli Uffizi a Casal di Principe, l'arte vince la camorra
A Casal di Principe, nel Casertano, partirà il 21 giugno la mostra "La luce vince l'ombra - gli Uffizi a Casal di Principe". La mostra presenterà 20 opere provenienti dagli Uffizi, tra cui quadri della scuola di Caravaggio, e sarà curata da 80 giovani senza macchia che faranno da ciceroni ai visitatori. Le opere provenienti dagli Uffizi includono la Santa Caterina d'Alessandria di Artemisia Gentileschi e Vanità di Mattia Preti. La mostra sarà tenuta nel bene confiscato alla camorra in via Urano intitolato Casa don Diana.
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