PRATO Guardi la kylix di Douris e immagini la città etrusca che dorme silenziosa sotto l'Interporto, morta e sepolta. Resuscita periodicamente, in occasione delle visite guidate agli scavi archeologici organizzate dal Comune e che ora rischiano di fermarsi senza i fondi disponibili della Sovrintendenza per la manutenzione. Una casa per la kylix. Fili di Storia etrusca si riannodano in occasione del ritorno della coppa di Douris, dipinta nel periodo 475-470 a.c, che torna a essere esposta nel salone centrale di palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia. Mancava dal settembre 2014: era stata affidata alle mani degli archeologi della Soprintendenza per un check-up mirato e una verifica di conservazione. Non solo: visto il valore dell'opera è stata stipulata una polizza assicurativa secondo la formula "da chiodo a chiodo" che fornisce garanzie in caso di danno e furto. La kylix, insomma, aumenta le sue quotazioni mentre racconta una delle più affascinanti pagine di storia del nostro territorio: la coppa rinvenuta a Gonfienti nel 2003 (insieme ad altri reperti ora esposti al Museo Archeologico di Artimino) era stata esposta nella sede della Provincia nel 2010. Ci resterà ora per i prossimi sei mesi, in attesa di un'ubicazione definitiva in altri spazi idonei (di sicuro non il Museo di Artimino: l'ambiente è occupato da una collezione importante e ricca di pezzi). Del resto, la kylix ha già un bel vissuto storico alle sue spalle: realizzata ad Atene dal ceramista Douris con decorazioni a figure rosse e scene mitologiche, la coppa è stata rinvenuta in due punti diversi del lotto 14 (Domus etrusca), nella sala del triclinio e nella zona del portico. «Si pensa che si sia spezzata in seguito al crollo di un tetto: il fatto di averla potuta ricostruire è un'impresa straordinaria», raccontano Gabriella Poggesi e Paola Perazzi della Soprintendenza Archeologia della Toscana. E ora, occhi puntati sul piccolo gioiello etrusco: per venerdì 1, sabato 2, domenica 3 e 24 maggio è prevista un'apertura straordinaria di palazzo Banci Buonamici, in orario pomeridiano, per permettere alla cittadinanza di ammirare il prezioso reperto. Visite a rischio. Cercasi fondi per rendere periodicamente fruibile l'area archeologica di Gonfienti. Quella programmata per l'ultima domenica di maggio, nell'ambito del ciclo di appuntamenti promossi dall'assessorato alla cultura del Comune, potrebbe essere l'ultima visita guidata in questo museo etrusco a cielo aperto. «Stiamo esaurendo i fondi per la manutenzione del sito è il grido d'allarme della funzionaria Poggesi - Risorse della Soprintendenza che sono state impiegate per ripulire l'area e tagliare l'erba». Il ruolo del Comune in questi mesi è stato invece quello di organizzare le visite guidate (gratuite) che hanno portato a Gonfienti 500 persone soltanto in occasione della riapertura degli scavi a ottobre. E domenica 24 maggio, dopo l'appuntamento del 19 aprile, si dovrebbe replicare. Affascina il mistero della civiltà etrusca: per le scuole sono state organizzate visite didattiche ad hoc. E pensare che l'unico edificio visibile al pubblico è solo il lotto 14, quello della Domus. Ci sarebbe ancora tanto da scavare nell'insediamento di Gonfienti accerchiato dall'Interporto, fondi permettendo. «Anche la facoltà di architettura ci ha chiesto di poter visitare gli scavi - racconta Perazzi della Soprintendenza -. Non abbiamo né le forze fisiche né finanziarie per gestire il sito». Sul fronte politico, nella finanziaria regionale 2015 sono previsti oltre 3 milioni di euro per l'acquisto dell'area. Ma l'acquisizione ancora non è avvenuta.