Leonardo, Michelangelo, la «Mela» di Pistoletto o le «Vele» di Libeskind L'arte di ieri e di oggi si incontra per l'Esposizione MILANO. Da Leonardo a Libeskind, da Michelangelo a Munoz, dal Castello Sforzesco all'Hangar Bicocca. La Milano dell'Expo non sarà solo Expo. Ma è certo che l'Expo e i venti milioni attesi a visitarla hanno fatto da catalizzatore per una serie di iniziative e presenze d'arte che nei sei mesi dell'esposizione infonderanno comunque alla città una iniezione di linfa culturale fresca. Alcune cose resteranno come suo patrimonio anche dopo la fine dell'evento e dovendo fare una scelta perché solo le iniziative del calendario «fuori Expo» sono oltre 17 mila, tutte registrate sul sito www.expoincitta.com che sarà via via aggiornato vale la pena partire da quelle. La prima è il nuovo Museo della Pietà Rondanini, che sarà inaugurato al Castello Sforzesco all'indomani dell'apertura di Expo. L'ultimo incompiuto capolavoro di Michelangelo, dopo i quasi sessant'anni trascorsi nella Sala degli Scarioni avrà la sua nuova collocazione non più in una nicchia ma al centro dell'antico ospedale che sempre dentro al Castello accolse i soldati spagnoli durante la peste ai tempi di San Carlo Borromeo: un ambiente recuperato a spazio espositivo da Michele De Lucchi (ingresso gratuito fino al 10 maggio). Il giorno precedente (con anteprime quotidiane che partiranno anche in questo caso fin da sabato prossimo) sarà la Fondazione Prada a inaugurare con una mostra di arte antica curata da Salvatore Settis il suo nuovo spazio per esposizioni ed eventi in largo Isarco, nella zona sud di Milano. Progettato dallo studio Oma sotto la guida di Rem Koolhaas, è realizzato dentro una vecchia distilleria dei primi del Novecento. In totale 19 mila metri quadri, 11 mila dei quali destinati alle mostre, con un'area didattica per bambini studiata con gli studenti dell' École nationale supérieure d'architecture di Versailles e un bar ideato dal regista Wes Anderson che richiama i vecchi caffè di Milano. Poi ci sono senz'altro le cose provvisorie, la cui cifra peraltro sta proprio in quello. Come la performance collettiva con cui domenica prossima sarà inaugurata in piazza Duomo l'opera di Michelangelo Pistoletto, «Terzo Paradiso La Mela reintegrata» (realizzata da Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Fai): un gigantesco pomo, appunto, rivestito da un prato verde sul quale una cucitura metallica rimetterà a posto fino al 18 maggio il fatidico «morso» causa di tanti guai. Il nome più gettonato del momento però è quello di Leonardo. A cominciare dalla riapertura della Sala delle Asse, sempre dentro al Castello, dove il genio da Vinci lavorò durante il suo soggiorno milanese al servizio degli Sforza e dove un nuovo allestimento multimediale renderà visibile ogni fase del restauro iniziato nel 2013 e tuttora in corso delle opere leonardesche ritrovate sotto gli intonaci esistenti. A questo naturalmente si aggiunge la grande mostra dedicata appunto agli anni milanesi di Leonardo, dal 1452 al 1519, inaugurata a metà aprile a Palazzo Reale dove resterà aperta fino a 19 luglio. Sempre a Palazzo Reale avrà poi luogo dal 15 agosto al 15 novembre la mostra promossa dalla Fondazione Nicola Trussardi dedicata a La Grande Madre, curata da Massimiliano Gioni con opere di ottanta artisti da Frida Khalo a Dalí a Man Ray, per raccontare «l'iconografia e la rappresentazione della maternità nell'arte del Novecento». E a Palazzo Reale, dove oggi intanto arrivano gli arazzi del Quirinale, il 2 settembre aprirà anche l'attesissima mostra su Giotto. Un pezzo di Expo a tutti gli effetti è la mostra «Arts Foods» che, curata da Germano Celant e allestita dallo Studio Italo Rota, è già aperta da tempo alla Triennale e comprende una quantità impressionante di testimonianze sul rapporto creativo tra cibo e oggetto estetico. Dentro l'area Expo vera e propria saranno invece le «vele» di Daniel Libeskind, punti cardinali della piazza centrale del Padiglione Italia.