Riproduzione dell'«Ultima Cena» installata nella sede originaria del dipinto, oggi lontano per via dei restauri È un ritorno a casa simbolico, nell'ex monastero di Astino. Protagonista il grande quadro che ritrae l'Ultima cena di Alessandro Allori, dipinto nel 1582 proprio per il convento vallombrosiano, ma da settembre 2013 custodito a Palazzo della Ragione in Piazza Vecchia, dopo il restauro finanziato dalla Fondazione Creberg. Ieri mattina una riproduzione fotografica della tela, in alta risoluzione, è stata appesa nel refettorio di Astino (foto) che, da metà maggio, ospiterà anche la mostra dedicata a Luigi Veronelli. Per vedere l'effetto che fa riportare il quadro nella sua collocazione originaria, ma anche per lanciare un segnale. «L'originale non può ancora tornare a casa perché, dopo Expo, continuerà il restauro del convento: l'obiettivo è realizzare la scuola di alta cucina sottolinea Fabio Bombardieri, presidente della Mia, proprietaria del complesso ai piedi dei Colli . Per ora non ci sono le condizioni di sicurezza: i muri, che durante la mostra di Veronelli verranno ricoperti da pannelli, saranno restaurati da novembre. Sotto l'intonaco ci sono affreschi da recuperare. Questa riproduzione fotografica, sempre finanziata dalla Fondazione Creberg, è fedele all'originale e il colpo d'occhio è stravolgente». Vista la grande dimensione del dipinto, 7,45 metri di lunghezza per 2,22 metri di altezza per la riproduzione fotografica, ridotta solo di un paio di centimetri rispetto all'originale, l'immagine è stata montata al telaio in legno sul posto. Poi il quadro è stato appeso a circa 2,60 metri da terra. «Si nota la perfetta fusione della cromia dell'intonaco con i toni della tela spiega l'architetto Domenico Egizi, che dirige i lavori ad Astino : è la conferma che questa è la collocazione originaria. Ci sarà illuminazione a led».
Astino, il ritorno a casa (virtuale) del capolavoro di Allori
La riproduzione fotografica dell'Ultima Cena di Alessandro Allori è stata installata nel refettorio dell'ex monastero di Astino. La riproduzione, finanziata dalla Fondazione Creberg, è stata appesa per vedere l'effetto che fa riportare il quadro nella sua collocazione originaria. L'originale non può ancora tornare a casa perché il restauro del convento continuerà dopo Expo. La riproduzione è stata montata al telaio in legno sul posto e appesa a circa 2,60 metri da terra. L'architetto Domenico Egizi ha confermato che la riproduzione è fedele all'originale e che la collocazione è la vera. La mostra dedicata a Luigi Veronelli sarà aperta da metà maggio.
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