Dopo cinque anni riapre al pubblico il salone caro ad Arturo Benedetti Michelangeli L'operazione di recupero è costata 540 mila euro per nuovi impianti e illuminazione L a nuova alba sugli affreschi di Pietro da Cemmo ha la luce fredda delle luci led, irradiata da terra a illuminare a raso le storie di Sant'Agostino. Dopo cinque anni di chiusura al pubblico e uno di lavori, tra pochi giorni sarà riaperto il salone in cui Brescia ha nutrito e scoperto il talento di Arturo Benedetti Michelangeli. L'inaugurazione della sala affrescata nel 1490 e ancora coperta dal soffitto ligneo originario sarà martedì 5 maggio, con un concerto a inviti. Durante la presentazione dei concerti per l'evento, ieri a palazzo Loggia, si sono fatti anche i numeri di un'operazione di recupero imponente, costata finora 540 mila euro, che ha riguardato la messa a norma dell'impianto elettrico e di quello idraulico antincendio, lo spostamento dell'organo Tamburini, addossato alla parete di fondo, un nuovo riscaldamento più rispettoso dell'umidità e una pedana per i concerti in materiale ignifugo. «Il rifacimento degli impianti è stato finanziato con 240 mila euro dalla Provincia ha spiegato la presidente del Conservatorio Patrizia Vastapane , 60 mila euro li ha messi il Ministero per lo spostamento dell'organo e il nuovo palco, 20mila euro sono arrivati in emergenza dal Comune e 150mila donati dalla famiglia Nocivelli, che con la ditta ABP Nocivelli ha anche collaborato fattivamente ai lavori. A tutti loro va il grazie del nostro ateneo». Tolte le lampade alogene e il riscaldamento a pavimento che negli anni hanno disidratato l'intonaco su cui poggiano i preziosi dipinti del da Cemmo, la Sala si presenta con una nuova climatizzazione e illuminazione, ma i problemi agli affreschi restano e la sala sarà agibile, ma con misura. «I dipinti dell'unico ciclo conosciuto interamente decorato dal pittore sono ancora in condizioni gravissime», avverte Marco Fasser, della Soprintendenza dei Beni Culturali di Brescia, che ha supervisionato il restauro. Gli affreschi, tre pareti in monocromo su base verde e il policromo che rappresenta il Magistero di sant'Agostino, rischiano di crollare. «Il film superficiale è in buone condizioni, ma bisogna intervenire urgentemente sull'intonaco sottostante». Un'operazione che da sola annuncia un preventivo di spesa di 350mila euro che per ora mancano all'appello. «Solo quando saranno messi in sicurezza gli affreschi, il salone potrà essere completamente restituito in modo sistematico all'ateneo come aula didattica e alla città per i concerti». «Da qui ai prossimi mesi ha detto il direttore Ruggero Ruocco il Da Cemmo sarà al centro di moltissime attività. In cartellone ci saranno concerti con i nostri studenti, i docenti, musicisti ospiti e poi conferenze e masterclass. La sala, che ha un'ottima acustica, rivestirà grande importanza per la produzione artistica e la didattica e sarà un tassello fondamentale nel progetto a cui stiamo lavorando, affinché il nostro Conservatorio assurga, dopo Milano, a secondo polo della Lombardia come istituzione di alta formazione musicale». «Brescia ha i titoli per consolidare la sua leadership tra i centri di formazione musicale della Lombardia orientale ha commentato il sindaco Emilio Del Bono e la riapertura del salone Da Cemmo è per tutti una buona notizia». Al momento resta irrisolto il nodo legato all'organo Tamburini del 1975, smontato dal salone e da ricollocare in altra sede; si era pensato all'aula magna dell'Istituto Gambara, ma poi la cosa è sfumata.