01062005 ERA CHIUSA DAL 1959 Un singolare nucleo museale nato e cresciuto con (e per) i maestri e gli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Napoli. Un patrimonio di testimonianze che intreccia dipinti e sculture, disegni, bozzetti, acquerelli e persino video, in un viaggio dal XVI secolo fino agli anni '60 del Novecento ospitato all'ultimo piano ristrutturato della storica istituzione di via Costantinopoli 107 che da martedì 7 giugno alle ore 11 riaprirà alla città i battenti della sua Galleria, chiusa dal 1959 e ora recuperata con un nuovo allestimento, grazie a un progetto di collaborazione tra la Soprintendenza per il Polo Museale napoletano e l'Accademia, con i fondi europei della Regione Campania. «È un primo segnale di rinascita dell'Accademia, che mi auguro riprenda il ruolo importante che ha avuto per circa due secoli e che negli ultimi tempi si era appannato», commenta Gianni Pisani, già direttore dal 1984 al '98, che per l'occasione ha donato una sua opera (la scultura «Il dondolo», del 1973) a integrare la sezione contemporanea del percorso espositivo, articolato in varie sezioni attente a ricostruire una visione completa (diacronica e sincronica) della creatività non solo interna all'Accademia, ma anche in relazione alle esperienze figurative maturate nella realtà esterna. «La riapertura della Galleria dell'Accademia, oltre a restituire alla città un segmento importante della sua storia artistica configura soprattutto come "manifesto" di un rinnovato ruolo e di un più esteso impegno dell'istituzione come centro attivo di studi e di documentazione, fucina di sperimentazione: una galleria viva, unica in Italia perché parte integrante della struttura formativa, laboratorio didattico operante per riconoscere le radici necessarie all'identità», sottolinea Aurora Spinosa, curatrice dell'allestimento che martedì presenterà con il direttore dell'Accademia Alfredo Scotti, il presidente Adolfo Maiello e i soprintendenti Nicola Spinosa ed Enrico Guglielmo. I criteri espositivi? «Attraverso una scelta mirata delle opere rappresentative degli episodi più significativi, si è tentato di dare una visione completa del percorso storico dell'arte nell'Accademia», aggiunge la Spinosa. Al nucleo storico, ampliato con le donazioni Lippi e Waschimps, si è venuta quindi ad aggiungere anche una nuova sezione d'arte contemporanea, dedicata ai grandi artisti che hanno insegnato nell'istituzione dal dopoguerra. Ci sono nuclei di dipinti antichi (28 opere tra il XVI e la prima metà del XVIII secolo, da Ribera a Preti a de Nomé); soggetti storici, paesaggistici, ritratti e nature morte dell'Ottocento; opere pittoriche del Novecento; sculture; 206 disegni (di Angelini, Pitloo, Gigante, Morelli, Michetti, Casciaro) e i lavori della Sala Palizzi.
NAPOLI: Torna a vivere la galleria di Belle Arti
La Galleria dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, chiusa dal 1959, riapre martedì 7 giugno alle ore 11 con un nuovo allestimento grazie a un progetto di collaborazione tra la Soprintendenza per il Polo Museale napoletano e l'Accademia. Il percorso espositivo è articolato in varie sezioni che ricostruiscono una visione completa della creatività dell'Accademia, sia interna che in relazione alle esperienze figurative maturate nella realtà esterna. La galleria ospita opere di artisti come Lippi, Waschimps, Ribera, Preti e de Nomé, nonché opere contemporanee di artisti che hanno insegnato all'Accademia.
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