IL CASO TEMPO cinque mesi, e il Memoriale italiano ad Auschwitz rifiutato dal governo polacco dovrebbe definitivamente trovare casa a Firenze, nel padiglione Ex3 di Gavinana, da tempo vuoto e in attesa di destinazione. Ad onta di chi (vedi la recente, ma tardiva, interrogazione parlamentare bipartisan perché il governo italiano prema su quello polacco per far restare il Memoriale al suo posto), vorrebbe rimettere tutto in gioco. Non solo: quello che ospiterà l'opera d'arte sfrattata dal campo di concentramento più famoso d'Europa non sarà un semplice museo, ma un Polo della memoria, il primo del genere a Firenze e in Toscana, «nucleo centrale di un percorso che si snoderà in vari luoghi significativi della lotta contro il nazifascismo dei cui valori è intessuta la storia stessa della Toscana», ha ricordato ieri l'assessore alla cultura della Regione Sara Nocentini, presentando il nuovo allestimento realizzato dall'architetto Alberico Belgiojioso, figlio del progettista storico del Memoriale, Lodovico - insieme al sindaco Dario Nardella, al soprintendente dell'Opificio delle pietre dure Marco Ciatti (che ne curerà il restauro) e al presidente toscano dell'Associazione ex deportati Alessio Ducci. L'opera sarà rimontata al primo piano del padiglione dell'Ex3 (40 metri per 12), mentre al piano terra troveranno posto una biblioteca tematica, aule didattiche, spazi per manifestazioni culturali e spettacoli, caffetteria, bookshop. E il tutto si troverà a coté della piazza dedicata al Giusto tra le Nazioni Gino Bartali, dove si affaccia la Coop, e della palazzina di cohausing sociale di prossima realizzazione al cui piano terreno sarà allestito un Museo della Resistenza. E non c'era data migliore del 25 aprile per confermare che quella offerta da Palazzo Vecchio, con l'accordo dell'Aned e l'appoggio della Regione- a breve oggetto di un protocollo d'intesa sottoscritto anche dal Mibact- è davvero la soluzione per l'annosa vicenda. Cominciata nel 2007 e che il prossimo settembre avrebbe rischiato di finire con l'inappellabile "rottamazione" dell'opera d'arte, che dal 1980 occupa il Blocco 21 di Auschwitz, l'ex dormitorio dedicato alla memoria dei deportati italiani. Non solo allestimento documentario, come nei Blocchi delle altre nazioni, ma opera multimediale, progettata dallo studio Bbpr di Milano, con dipinti di Pupino Samonà, musiche di Luigi Nono, commento poetico di Primo Levi, e regia scenica di Nelo Risi, a forma di enorme spirale, simbolo dell'incubo vissuto dall'Europa dei totalitarismi, installata nel 1980 a cura dell'Aned. Per il governo polacco postcomunista, però, troppo sbilanciata da un punto di vista ideologico. Da qui lo sfratto, nel 2011, la chiusura al pubblico del Memoriale, e l'ultimatum all'Italia: o vi riprendete l'opera, o la buttiamo in discarica. A lungo l'Aned ha cercato di mobilitare l'attenzione in patria, finché non si è fatta avanti la Regione Toscana, e il Comune di Firenze ha pensato all'Ex3.
Biblioteche e aule,musei e spettacoli trova casa il Memoriale di Auschwitz
Il Memoriale italiano ad Auschwitz, che da cinque mesi è stato sfrattato dal governo polacco, sarà ospitato a Firenze nel padiglione Ex3 di Gavinana. L'opera, che è stata realizzata dall'architetto Alberico Belgiojioso, figlio del progettista storico del Memoriale, Lodovico, sarà rimontata al primo piano del padiglione. Il nuovo allestimento include una biblioteca tematica, aule didattiche, spazi per manifestazioni culturali e spettacoli, caffetteria, bookshop e un museo della resistenza. La palazzina di cohausing sociale di prossima realizzazione avrà un museo della resistenza al piano terreno.
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