Folla da record. Il sindaco Pisapia: «Scommessa vinta». Sala: «È il regalo di Expo» Settantamila milanesi alla Darsena. Un luogo rinato ieri dopo trent'anni. Non solo un simbolo, ma anche zona da vivere. «Bellissima scommessa vinta» per il sindaco Giuliano Pisapia, «un regalo doveroso» per il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala. Alle 11.30 il taglio del nastro ha aperto una festa durata tutto il giorno. In settantamila, ieri, si sono recati alla Darsena. E niente meglio di un numero può dirci cosa questo luogo rinato dopo trent'anni significhi per i milanesi. La Darsena con il porto non è solo un simbolo, è un luogo da vivere. Ed è una «bellissima scommessa vinta», per usare le parole del sindaco Giuliano Pisapia. E «un regalo doveroso», ha aggiunto il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, «un regalo a questa città fatta di gente che lavora, che è capace di resistere alle situazioni difficili, che va avanti perché crede nelle cose che fa». Canoe e piccole imbarcazioni a vela fanno da corona al barcone da turismo che, tra gli applausi, alle 11.30, porta le autorità al taglio del nastro. C'è chi, tra il pubblico, confida di essere arrivato all'alba per conquistare un posto in prima fila. L'acqua che arriva dal Ticino con il Naviglio Grande torna a scorrere e a regalare uno scorcio che per decenni Milano aveva dimenticato. In bella mostra ci sono le banchine e i muri di mattoni e pietra chiara, il ponticello e gli edifici del mercato in verde. Una sciarpa di lana colorata che sembra non finire mai adorna i muretti. Un altro numero racconta cosa è stato restituito ai milanesi e ai turisti: 75 mila metri quadrati interamente visitabili a piedi. Non ci sono i parapetti sulle sponde, nel rispetto dei vincoli portuali. La gente s'affaccia sui piccoli ponti del '500 e del '700 sul canale del Ticinello, riportati alla luce dopo oltre 80 anni e restaurati. La festa per l'inaugurazione s'allarga all'intero quartiere, con i concerti sul Naviglio Pavese, le mostre lungo il Naviglio Grande, i flash mob, le performance canore e danzanti e le note del jazz risuonano dal vicolo dei Lavandai a via Magolfa. Sotto l'arco di Porta Ticinese sono stati posizionati dieci pianoforti colorati. I bambini strimpellano prima del concerto, che inizierà alle 15. Solo il concerto dell'orchestra della Verdi deve traslocare all'Auditorium, perché il bel barcone restaurato da Arti minime e dall'Associazione Navigli live la chiatta in legno degli anni Cinquanta, che ha compiuto l'ultimo viaggio nel 1979 , che doveva ospitare gli orchestrali non è arrivata. Per un cavillo burocratico, è rimasta ormeggiata a Castelletto di Cuggiono. L'evento inaugurale è una prova generale dell'inaugurazione che il 1 maggio vedrà Milano protagonista con Expo. La Darsena «torna al suo splendore spiega Pisapia prima dell'avvio di Expo, perché sia ammirata e frequentata non solo dai milanesi, ma dai milioni di visitatori che verranno a Milano nei prossimi sei mesi. Riaprire questo luogo vuol dire riaprire una finestra che si era chiusa, e fare entrare aria, gioia, voglia di stare insieme». I suoni della festa risuonano fino all'ex Fornace, dove due mostre raccontano la storia dei Navigli. E a sera via alle danze nel salone dell'Associazione Marinai d'Italia in viale Gorizia dov'è stata allestita una grande pista da ballo.