L'esponente degli industriali: «Mancano le competenze adatte» Napoli. «Così come il governo ha commissariato di fatto il Grande Progetto Pompei con la nomina del generale Nistri, si prenda atto dell'incapacità degli amministratori locali e si provveda a commissariare anche i Comuni per questo tipo di competenze». È una proposta destinata a far rumore quella lanciata da Vincenzo Sica, con il tono di chi ha sentito suonare l'ultima campana per uno dei potenziali poli turistici di punta del Paese. Una brusca sveglia per i municipi gravitanti intorno agli scavi archeologici. Segretario revisore del comitato promotore Grande Progetto Pompei, istituito su impulso dell'Unione Industriali di Napoli e dell'Acen, e già superassessore (uscito dalla giunta per contrasti insanabili con il sindaco Nando Uliano) nella città degli Scavi, Sica è una delle figure chiave della scommessa che si sta facendo all'ombra del Vesuvio. Questo il valore delle fiches sul tavolo: 105 milioni di euro già stanziati dalla Ue, e che l'unità progetto di Giovanni Nistri è impegnata a spendere entro il 31 dicembre 2015. E oltre 200 milioni, da attingere ai fondi comunitari 2014-2020, che rappresentano il jackpot della cosiddetta Buffer Zone il territorio che circonda il giacimento archeologico pompeiano, capaci di mettere in moto una macchina degli investimenti privati da almeno 600 milioni, aumentare l'appeal dell'intera area e «trattenere qui il turista per una settimana».Il problema è che dopo il 31 ottobre scorso, data di apertura del tavolo di concertazione presso la presidenza della Regione Campania, secondo Sica «è venuto meno il ruolo fondamentale delle amministrazioni locali, in particolare l'azione di coordinamento che dovrebbe essere condotta dal Comune di Pompei». Ma «la mia esperienza mi dice che il sindaco Uliano e la sua amministrazione non hanno le capacità tecniche né politiche per ottenere questo risultato. Quindi Pompei rischia, nonostante il lavoro che il generale Nistri sta portando avanti, di vanificare delle opportunità irripetibili in termini di risorse finanziarie». Eppure, come sottolinea il membro del comitato promotore del Progetto Pompei, «l'opportunità di sviluppo adesso è anche chiaramente normata. In virtù del decreto "Valore Cultura", l'approvazione del piano strategico della Buffer Zone consentirebbe di bypassare una marea di vincoli presenti su questo territorio e accelerare su tutta una serie di procedimenti». Poi la stoccata finale di Sica: «Il sindaco Uliano chiede la legge speciale per Pompei. Io gliela concederei e reciterebbe così: Pompei è commissariata fino a nuovo ordine, fino a quando non avremo messo in condizione il Grande Progetto Pompei di realizzarsi compiutamente».