Poco più di trecentomila persone e non sono certo tante se si pensa alla straordinaria importanza di questi siti varcano ogni anno la soglia di un circuito museale tra i più straordinari al mondo, quello del Museo Nazionale Romano, comprendente oltre a Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi l'eccezionale complesso (archeologico e non solo) delle Terme di Diocleziano e della Certosa di Santa Maria degli Angeli. I quattro istituti componenti questo circuito non hanno biglietto singolo, ma in assenza del dato «scorporato» si può comunque azzardare che gli stessi romani conoscono poco e male uno dei loro più eccezionali patrimoni, un monumento vastissimo ma addirittura poco visibile, forse non a caso se è vero che a fine Ottocento «per non mostrare ai viaggiatori che giungevano a Roma il fronte del monumento verso la stazione ferroviaria si provvide a piantare una fitta vegetazione che potesse schermarlo. L'operazione fu di un'efficacia tale che, ancora oggi a distanza di più di un secolo, il monumento risulta quasi invisibile dalla piazza dei Cinquecento, completamente nascosto dalla quinta verde dei lecci». Una curiosità, quest'ultima, che è solo una delle migliaia di interessanti informazioni di carattere archeologico, storico, scientifico, divulgativo contenute nel bellissimo libro «Le Terme di DioclezianoLa Certosa di Santa Maria degli Angeli», a cura di Rosanna Friggeri e Marina Magnani Cianetti; un monumentale volume (Electa), con saggi di vari studiosi e composto da 400 pagine, un'Atlante con 75 stampe e foto antiche scelte tra le meno note oltre a piante fuori testo. L'opera edita nella collana Studi e ricerche della Soprintendenza archeologica di Roma sarà presentata martedì alle 17 nelle Terme (viale Enrico De Nicola 78) da Mariarosaria Barbera, Giovanni Carbonara e Christoph Luitpold Frommel. E sarà l'occasione per saperne di più di uno dei più vasti e complessi monumenti della Roma antica e moderna, tra bilanci di restauri, lavori fatti e progetti: «La politica di programmazione del complesso scrive Friggeri nell'intervento Le Terme di Diocleziano tra passato e futuro mira prioritariamente alla permanente riapertura al pubblico, dopo una quarantina di anni, di tutte le Aule». Radicali trasformazioni secolari (il solo Palazzo delle Finanze ingloba parti di aule e mosaici), reperti conservati, eccezionali ambienti (da quelli romani ai due chiostri della Certosa michelangiolesca, il grande e piccolo), restauri recenti: nel volume si ripercorre la millenaria storia di un complesso che a ogni intervento rivela nuovi elementi di conoscenza.