AUDITORE - Gabriele Bartolini, figlio di una famiglia vissuta a Castelnuovo, il borgo medievale che presto potrebbe cambiare fisionomia, prova a cambiare il corso della storia. Lo fa, raccontando che "Puntuale come una cambiale in scadenza il Comune di Auditore ha provveduto ad inoltrare l'avviso di deposito degli atti di esproprio ai proprietari degli immobili di Castelnuovo...". Sostiene Bartolini che il Comune "Deciso come un carro armato in guerra, convinto della propria azione, non ha risparmiato nessuno (chiesa del VI secolo compresa), fatti salvi solo coloro i quali (pochi per la verità ) per svariate motivazioni, non ultima l'esoso costo per un eventuale ricorso al Tar, hanno ceduto consensualmente i propri averi alla società (Castelnuovo s.p.a. ) cosiddetta di trasformazione urbana di cui ne è socio per il dieci per cento. Poco importa se il progetto non è congruo, se non vi è l'autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio e tanto meno quella della Soprintendenza ai Beni Archeologici...". Castelnuovo è un borgo medievale, le cui tracce si perdono nei secoli... "Mancano tracce nitide - spiega Gabriele Bartolini -, ce ne sono confuse. Ma sicuramente si trattava di un borgo importante. Lo si evince studiando la storia degli altri castelli...". Dalla storia all'attualità. Che, appunto, è l'avviso di esproprio... "Non importa se l'esproprio non può essere fatto poiché non vi è nessuna pubblica utilità, essendo una trasformazione che prevede la "ricostruzione" e la rivendita o ridistribuzione tra i soci degli immobili (come da statuto societario). Nessuno controlla, nessuno verifica e tutto scorre, si sta consumando lentamente un scempio sia storico che affettivo, snaturando il senso di un antico borgo medievale, una piccola fetta di tradizione e di storia sta per essere seppellita per fare posto ad un interesse personale. Venerdì 20 maggio, alle ore 9.30, presso la sede del Comune di Auditore e della società di trasformazione urbana, è stato redatto il verbale di consistenza (così viene chiamato, in realtà altro non sono che le cifre da destinare ai legittimi proprietari delle case). Si è avuta la certezza di quanto questa operazione sia più speculativa che ricostruttiva. Da oltre vent'anni il Comune opera in questa direzione, trascurando prima (non ha mai fatto lavori di manutenzione, nemmeno alle vie d'accesso, lasciando che il tempo facesse il proprio decorso fino ad isolarlo) per poi acquisire impropriamente e con un strumento inadatto quale l'esproprio per pubblica utilità ad un costo irrisorio. Scusate se mi ripeto, ma è importante sottolinearlo, la pubblica utilità prevede l'utilizzo da parte dei cittadini di ciò che viene espropriato...". Sottolinea con determinazione Gabriele Bartolini: "Noi che crediamo nelle istituzioni, noi che crediamo nella giustizia, crediamo che la verifica e il controllo sia l'obbligo morale a chi compete e che l'intervento sia una necessità di salvaguardia".