Venti milioni di spesa e 18 mesi di lavori I milanesi ritrovano il loro storico porto Passeggiate, più verde e qualche polemica Può scaldare i cuori e lasciare perplessi. Può farci tuffare nel passato e aprire una finestra per il futuro. Può diventare una cartolina o restare un'occasione mancata. Di certo però quella che comincia stamattina alle 10.30 non è una festa come tante altre. Perché con l'inaugurazione della nuova Darsena, ripulita, ampliata, accessoriata, Milano ritrova il suo storico porto e insieme le sue radici fluviali. Quante volte siamo rimasti senza parole di fronte a certe vecchie fotografie della città attraversata dai Navigli? Davvero era così bella? Forse sì, ma l'acqua emanava un fetore tremendo ed era un macigno che pesava sull'evoluzione moderna della metropoli: più pragmatici che romantici i nostri proavi. Anche se i Navigli non sono ricomparsi, recuperiamo però, previo robusto lifting, il suo porto, quello dove una volta arrivavano e partivano barconi con carichi d'ogni genere. Ecco il perché di questa inaspettata folla anche alla vigilia. E non importa se gli accessi fossero ancora chiusi e diverse parti ancora cantierizzate in pieno stile Expo. La riscoperta d'un porto vale bene anche qualche occhiata da lontano. Perfettamente accessibile invece la nuova sistemazione di piazzale XXIV maggio, diventata parzialmente pedonalizzata. Ne soffre il traffico? Basta farci l'abitudine. In compenso ottima la nuova prospettiva, in profondità da sotto la porta Ticinese, verso le Colonne di San Lorenzo, corso San Gottardo e la Darsena. Nuova perché in quel punto la priorità non è mai stata contemplare ma sopravvivere a code, clacson e isterie diffuse. Pochi passi e ci si trova di fronte alla prima chicca della nuova Darsena: un vecchio ponte del '500 ritrovato per caso durante gli scavi per far tornare alla luce un pezzo del Ticinello, canale parente prossimo del Naviglio ma interrato all'inizio degli Anni 30. «In realtà i ponti sono due anche se attigui spiegano gli architetti Edoardo Guazzoni e Paolo Rizzatto che con il collega Sandro Rossi hanno curato il progetto . Nostra cura è stato restituire alla città questo pezzo di storia con il rispetto dovuto. Il risultato e l'effetto sono pregevoli». Il nuovo mercato coperto, verde ma al momento non particolarmente attrattivo per gli spiriti vegetariani visto l'alto spiegamento d'insegne di macelleria, è un richiamo diretto alla tradizione del posto. I barcaroli qui attraccavano e qui compravano o vendevano cibarie a chilometro non zero ma comunque lombardo. Bar pronti al grande assalto dell'inaugurazione anche se il meteo non garantisce nulla di buono. Il colpo d'occhio più nuovo e scenografico, frutto di questi diciotto mesi di cantiere e dei venti milioni di spesa, viene dalle due passeggiate, la prima sulla riva navigliesca di viale Gorizia, la seconda su quella di viale D'Annunzio. Un percorso (nel complesso sono quasi 75 mila metri quadrati) con panchine e ponticelli che cercano di «isolare» acqua e rive da auto e rumore. Si può fare tutti contenti? Mai. Così qualcuno, già alla vigilia dell'inaugurazione, ha pensato bene di definire la lunga parete alzata dai progettisti per nascondere il traffico non-stop di viale D'Annunzio una specie di «muro di Berlino». «Troppo cemento, poco verde», è la critica più diffusa. «In realtà il verde è aumentato obbiettano gli architetti la passeggiata finisce nei giardini, in viale Gorizia ci sono 39 nuovi alberi e 12 in piazzale XXIV maggio. Chiaro che bisogna dargli il tempo di crescere». Certo non siamo di fronte alla passeggiata di 7 chilometri che lungo il Tamigi va da Tower Hill al Parlamento, né alle isole artificiali, alle spiagge e agli anfiteatri panoramici sulla Senna, ma il caro, vecchio Naviglio non può aspirare a quei confronti. Resta il fatto che il nuovo porto milanese ha creato ancora prima della gran festa un'atmosfera nuova, con il tutto esaurito sui battelli lungo il Naviglio, nei locali, davanti al maxischermo, che alternava vecchie immagini e nuovi addobbi. Perfino un po' di euforia di fronte alla comparsa d'una barca a vela. Nessuna illusione però. La barca è dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, ha uso didattico ma da ferma: sotto i ponti del Naviglio spezzerebbe irrimediabilmente il suo bell'albero.
Milano. La nuova Darsena
La città di Milano ha inaugurato la sua nuova Darsena, un porto storico che era stato chiuso per molti anni. La nuova struttura è stata realizzata con un investimento di 20 milioni di euro e ha richiesto 18 mesi di lavori. Il porto è stato restaurato e ampliato, e ora offre una nuova prospettiva sulla città e sul fiume Ticino. La inaugurazione è stata seguita da una grande folla e ci sono state anche polemiche sulla presenza di un muro di cemento lungo la passeggiata. Gli architetti hanno risposto che il muro è stato costruito per isolare l'acqua e le rive da auto e rumore, e che ci sono stati aumenti nella quantità di verde nella zona.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo