E' SLITTATA alla prossima settimana, quando in Consiglio comunale ci sarà anche il sindaco Sergio Chiamparino, la discussione sulla cosiddetta vicenda di «Casa Gramsci» di piazza Carlo Emanuele. Ma a causare il rinvio non è stata, come sipoteva prevedere viste le molte polemiche sulla questione, una profonda lacerazione nella maggioranza di centrosinistra, incapace senza il suo leader (in missione in Giappone) di individuare una linea unitaria. Certo, le divisioni ci sono, come testimoniano i 90 emendamenti, di cui 26 presentati dai Comunisti italiani, che si aggiungono ai 50 di Rifondazione [ce ne sono una dozzina da parte della giunta). Ma all'origine dello slittamento c'è più modestamente un inghippo procedurale -organizzativo dei lavori della Sala Rossa, con qualche conseguenza sul piano politico. Cosa è accaduto? Mauro Marino, da una decina di mesi anche deputato della Margherita, ieri ha presentato le dimissioni da presidente del Consiglio comunale, anticipate fin dalla tarda mattinata. Mail suo vice, Michele Coppola, in questi giorni è pure lui in Giappone. Come prevede il regolamento, tocca al consigliere anziano (il più votato) presiedere in questo caso le riunioni. E tra i più votati ci sono esponenti di Forza Italia (Alberto Mina è in testa). Ma nelle riunioni dei capigruppo, quelli di centrodestra hanno detto chiaramente che l'opposizione non si sarebbe assunta l'onere di garantire il proseguimento dei lavori di fronte ad una vicenda come quella di «Casa Granisci» in cui la maggioranza è in difficoltà. Sono seguite discussione alla Nanni Moretti sull'opportunità di Marino di dimettersi a fine seduta o a metà o addirittura all'inizio. Morale: rinvio del dibattito sulla variante urbanistica per la palazzina di piazza Carlo Emanuele e via libera al dibattito per le altre ordinarie delibere all'ordine del giorno. Con grave disappunto del capogruppo Ds Beppe Borgogno, che invece sollecitava l'avvio del dibattito per ieri sera e votazione lunedì prossimo («per dimostrare che le differenze non pregiudicano la saldezza della maggioranza») e del capogruppo dei Comunisti Italiani, Gianguido Passoni: «Anche a noi andava bene: si dava il via ad una serena ma approfondita discussione pur nelle differenze». Niente da fare. Questa volta ha vinto l'opposizione. Che però in precedenza si era vista rifiutare la richiesta di comunicazioni da parte del vicesindaco Marco Calgaro sulla vicenda parcheggi, sul caso dei pacchi -bomba e su quello dei tre extracomunicati morti (queste ultime vicende saranno affrontate in una riunione del comitato di sicurezza, con i capigruppo). Mentre «Casa Gramsci» va in letargo per una settimana, con intatte le divisioni nella maggioranza, il Consiglio comunale ha approvato la delibera con la quale si cedono i diritti edificatori sull'area di corso Inghilterra dove verrà realizzato un grattacielo, dopo le manifestazioni d'interesse mostrate dal San Paolo e dal Gruppo Ligresti. Entro luglio la commissione giudicherà le offerte. La base d'asta è di 610 euro al metro quadrato.
CASA GRAMSCI: decisione alla prossima settimana
Il Consiglio comunale ha deciso di rinviare la discussione sulla vicenda di Casa Gramsci di piazza Carlo Emanuele per la prossima settimana. Il rinvio è stato causato da un inghippo procedurale e organizzativo dei lavori della Sala Rossa, con conseguenze sul piano politico. Il presidente del Consiglio comunale, Mauro Marino, ha presentato le sue dimissioni, anticipate dalla tarda mattinata, e il suo vice, Michele Coppola, è anche lui in Giappone. Le riunioni dei capigruppo saranno presiedute dal consigliere anziano, che tra i più votati ci sono esponenti di Forza Italia. L'opposizione ha espresso il desiderio di garantire il proseguimento dei lavori, ma non ha accettato di farlo.
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