Da Raffaello a Mantegna e Botticelli, l'Accademia riaperta dopo 7 anni di restauri BERGAMO. «Vediamoci». Gli sguardi intriganti e invitanti dei personaggi dei suoi quadri più famosi, hanno fatto capolino dai manifesti per intere settimane. E adesso il tempo per rivederli, è arrivato. L'attesa per il San Sebastiano di Raffaello, per la Madonna col bambino di Mantegna, per il ritratto di Leonello d'Este del Pisanello e per gli altri 597 capolavori che dalle pareti di un sorprendente grigio, fanno bella mostra con loro, è finita. Da giovedì scorso, l'Accademia Carrara, lo scrigno dell'arte bergamasca, la Galleria voluta e pensata, insieme alla scuola di pittura, dal conte Giacomo Carrara nel 1775, ha riaperto i battenti. Ci sono voluti sette anni di un restyling tormentato (con un cantiere capace di riservare una magagna al giorno), tre amministrazioni comunali che si sono via via succedute, e soprattutto dodici milioni di euro spesi in interventi edili strutturali (il palazzo era senza fondamenta) e di riallestimento, perché una delle principali pinacoteche d'Italia, potesse ritornare sulla scena dell'offerta artistica nazionale. Ma che, ha ribadito il sindaco Giorgio Gori al taglio del nastro: «Può guardare oltre, può puntare ora a dialogare con il mondo». Tutti concordi, critici in testa, da Philippe Daverio a Vittorio Sgarbi, a Flavio Caroli, nel ritenere che sia un ritorno da primattrice. Nelle prime tre ore di apertura dopo la cerimonia di inaugurazione, seguita da cinque mila spettatori (dalle nove a mezzanotte), gli ingressi (gratuiti) sono stati duemila. Da tutti commenti entusiastici: «Uno spettacolo». La ricchezza della Carrara si dispiega nel percorso delle 28 sale su due piani, in cui si racconta una suggestiva storia per immagini dal '400 all' 800, punteggiate da capolavori della storia dell'arte italiana. Un tassello fondamentale dell'offerta culturale di Bergamo che, in occasione di Expo, ha puntato sull'arte come leva attrattiva e promozionale, piazzando un filotto di eventi che hanno mandato in fibrillazione gli appassionati. Dalla monografica di Palma il Vecchio (alla Galleria di Arte Moderna, di fronte alla Carrara, curata dalla Fondazione Creberg visitabile fino al prossimo 21 giugno), alla mostra di Cory Arcangel (a Palazzo della Ragione fino al 28 giugno), mentre è in rampa di lancio i «Grandi Maestri», una selezione delle opere del Banco Popolare, tra cui la «Maternità» di Gaetano Previati, una delle pietre miliari del divisionismo italiano (al Palazzo del Credito Bergamasco dal 7 maggio a fine giugno). Attorno all'Accademia, si respira aria di festa. Non solo per questo fine settimana che ripropone per oggi e domani un «porte aperte», con ingresso gratuito alla pinacoteca dalle dieci a mezzanotte, ma per i «Fuori Accademia», con iniziative e aperture straordinarie degli esercizi pubblici e commerciali dei borghi storici, San Tomaso e Santa Caterina. Una sinergia tra pubblico e privato, che punta a qualificare l'Accademia Carrara e i suoi caratteristici dintorni come una piccola «Montmartre» orobica.
Bergamo, gli splendori della Carrara. Tutti in coda per seicento capolavori
L'Accademia Carrara di Bergamo è stata riaperta dopo 7 anni di restauri. Il palazzo, che ospita una delle principali pinacoteche d'Italia, è stato restaurato con un budget di 12 milioni di euro. La galleria è stata inaugurata con una cerimonia e ha ricevuto un grande pubblico, con 5.000 spettatori che hanno visitato le sue sale nel primo giorno. I critici hanno elogiato il ritorno dell'Accademia, considerandolo un evento importante per l'arte italiana. La galleria offre una vasta collezione di opere d'arte, tra cui capolavori di Raffaello, Mantegna e Botticelli.
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