L'attuale area di cantiere di Terravecchia diverrà una zona a verde. Una villa comunale nel centro storico. E' questa una delle ipotesi progettuali che si sta mettendo al momento sul "tavolo" di confronto tra Comune, Genio civile e SOpRINTENDENZA per l'avvio dei tanto contestati interventi costruttivi nell'area dell'ex collegio Schifano. L'Ufficio tecnico comunale sta lavorando ad una prima bozza progettuale, necessaria anche dopo i lavori di sbancamento e i relativi ritrovamenti archeologici, che nei prossimi giorni sarà sottoposta agli altri enti per i pareri di competenza. Un progetto che, innanzitutto, prevederà (come richiesto dall'ente di tutela dei beni culturali) l'utilizzo della sola muratura "semplice" (proposta iniziale era il semplice calcestruzzo) e la realizzazione delle abitazioni con tecniche tradizionali e con uno sviluppo orizzontale e non verticale. Particolarmente importante, ovviamente, sarà l'attenzione verso il patrimonio recuperato durante la lunghissima fase di scavo. Tutto, spiegano dal Comune, sarà reso fruibile alla collettività e verrà ovviamente tutelato, sebbene al momento non è stato chiarito a chi spetterà l'obbligo della gestione e della manutenzione. Particolarmente interessante, inoltre, è quanto sarà fatto con quella che è in gran parte l'area di cantiere di oggi: qui, dicono dal Municipio, sarà realizzata infatti un'area a verde dalla quale si potrà accedere ai beni archeologici. Questa villa comunale, a quanto pare, avrà un accesso da salita Sant'Antonio, uno da salita Raccomandate e uno dal cortile Guarraci, lungo il quale si dipanerà un percorso in risalita fino alla chiesa di Santa Maria dei Greci. Una volta approvato questo progetto, che appunto dovrà essere completato in accordo con Genio civile e SOpRINTENDENZA i lavori della parte pubblica potranno partire definitivamente, mentre ancora qualche difficoltà si riscontrerebbe nella cosiddetta "parte privata". Vi sarebbero infatti da definire ancora alcuni aspetti tecnici anche in considerazione che anche questo progetto è stato oggetto di una rimodulazione per renderlo più "compatibile". Un discorso a parte va fatto invece sugli aspetti di natura storica. Gli scavi, come è noto, sono stati condotti dalla SOpRINTENDENZA, la quale è adesso impegnata a elaborare quanto ritrovato per poter tracciare un quadro complessivo soprattutto delle diverse stratificazioni storiche ritrovate. Le "riflessioni" sui dati arriveranno nei giorni a venire così come i progetti, da realizzare verosimilmente insieme al Comune, collegati al recupero e alla fruizione dei beni. Questo vale per gli archi e le pareti dei locali dove sono stati individuati dei lavatoi (verosimilmente tardo ottocenteschi), per la chiesa attribuita a San Giovanni di Dio e per l'imbocco dell'ipogeo parallelo alla salita Sant'Antonio che è stato ispezionato solo fino ad un certo punto perché interrotto da un muro. 24042015