Un raro e raffinato trumeau laccato ora esposto al Civico museo d'arte Se è vero che ogni collezione d'arte, anche quelle dei meno celebrati musei, spesso lontani dai riflettori, può nascondere sorprese a una più attenta rilettura e schedatura delle sue opere, di certo nel caso del trumeau laccato donato dal colto collezionista udinese Paolo Rendina una ventina d'anni fa al Civico museo d'arte di Pordenone e da tempo rinchiuso nei depositi, l'occhio dell'esperto, unitamente a un intervento di manutenzione conservativa, ne ha rivelato un vero capolavoro: parliamo di un mobile del primo Settecento che trova pari soltanto tra gli arredi conservati al Quirinale a Roma, a Buckingham Palace a Londra, al Victoria and Albert museum o al Paul Getty a Los Angeles. Parola di Lucien Zinutti, autore di importanti contributi sulla storia del mobile antico europeo, perito e mercante d'arte attivo tra Udine e Monaco di Baviera, che, dopo averlo attentamente analizzato, ha segnalato la rarità e la perfetta autenticità del mobile che un minuzioso intervento da parte del Centro restauro di Renato Portolan ha recentemente restituito alla brillantezza abbacinante delle sue lacche rosse, degli ori e delle decorazioni a rilievo, ora godibili in ogni perfetto dettaglio. Status symbol dell'aristocrazia settecentesca, composto da una base sagomata e da un'alzata con due porte, il trumeau presenta una raffinata decorazione in lacca di Coromandel a chinoiserie, straordinaria e pregiata testimonianza dell'ebanisteria veneziana dell'epoca. Le scene dipinte a rilievo rivelano particolari sorprendenti, dal commercio delle spezie e della seta d'Oriente al commercio dei gatti, alla degustazione del tè alla pesca, tutto sullo sfondo di un paesaggio con fiori di loto, ninfee, volatili e in lontananza un veliero in navigazione, tra pagode e ponticelli, secondo un gusto esotico che lungo il Settecento si diffonderà dalla corte francese in tutta Europa, e che ritroviamo sulle maioliche e porcellane venete del Settecento, ma anche nella ceramica ottocentesca della Galvani. Gli interni del vano scrittoio e dell'alzata, suddivisi in vari scomparti a giorno, rivelano cassetti e segreti e sono decorati in pregiata lacca rossa di cinabro, detta "di Pechino", con motivi di fiori e volatili dorati. Finalmente il trumeau viene restituito alla fruizione pubblica nella sala a lui ora dedicata al secondo piano del museo Ricchieri di Pordenone, accanto ad altri arredi recentemente oggetto di pulitura. Per il piacere di saperne di più, Lucien Zinutti tornerà domani, alle 18, per illustrarlo al pubblico in una visita guidata e anche per introdurre in una conferenza la storia del mobile antico friulano, suggellato da un brindisi con il vino detto "Il Pordenone".
Recuperato un capolavoro del '700
Il Civico museo d'arte di Pordenone ha restituito alla luce un trumeau laccato del primo Settecento, donato da Paolo Rendina una ventina d'anni fa. Il mobile, raffinato e decorato con lacca di Coromandel a chinoiserie, è stato oggetto di un intervento di manutenzione conservativa e ha rivelato sorprese. L'esperto Lucien Zinutti ha analizzato il mobile e ha segnalato la sua rarità e autenticità. Il trumeau è stato restituito alla fruizione pubblica nella sala dedicata al secondo piano del museo Ricchieri di Pordenone. L'esperto tornerà per una visita guidata e per introdurre la storia del mobile antico friulano in una conferenza.
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