«Venezia per me rimane la città più preziosa del mondo». Ieri pomeriggio, nella sala capitolare dell'Ospedale Civile, Salvatore Settis ha presentato con queste parole il libro «La Scuola Grande di San Marco», edito da Franco Cosimo Panini e parte della collana da lui diretta chiamata «Mirabilia Italiae Guide». Ormai di casa a Venezia, con una mostra in programma il 6 maggio alla Fondazione Prada, Settis si è augurato che la prossima amministrazione sappia governare la città e non si è risparmiato di ribadire che le grandi navi non devono entrare in laguna: «Chi sostiene che i grattacieli galleggianti possano entrare a Venezia sta delirando e dimostra di non avere la più pallida idea di cosa vuol dire salvaguardia». Una parola, la salvaguardia, che invece si sta radicando sempre di più nel progetto del direttore generale dell'Asl 12 Giuseppe Dal Ben che ha paragonato il grande lavoro di restauro, di recupero degli spazi e delle prestigiose collezioni di libri dell'Ospedale Civile, alla crescita di un albero. «Più un albero ha radici forti e profonde», ha detto Dal Ben insieme agli altri relatori, il docente Gherardo Ortalli e l'autore dei testi Gabriele Matino, «più è robusto, come quello che stiamo facendo, rimanendo prima di tutto uno spazio sanitario, nel senso più ampio di cura». La guida ha due caratteristiche: testi approfonditi e scritti nello stesso tempo con un linguaggio accessibile a tutti e un disegno in ogni pagina per spiegare dove ci si trova. La Scuola di San Marco è arrivata come oggi la vediamo attraversando difficoltà e ostacoli, ma è riuscita a rimanere in vita dalla sua fondazione, avvenuta nel 1261. «Maestranze, pittori confratelli e cittadini per generazioni non si sono scoraggiati davanti a nulla», ha raccontato Matino, «ma si sono prodigati affinché la scuola potesse essere la sede più prestigiosa di Venezia e ci riuscirono». Secondo Ortalli, la novità del percorso della Scuola Grande di San Marco è che rappresenta un altro modo di valorizzare la città: «Di fronte a una città soffocata da un via vai selvaggio», ha detto, «questo luogo pubblico invita a cambiare il modo di visitare gli spazi perché va controcorrente nei confronti di un turismo mordi e fuggi». Dalla meravigliosa realizzazione architettonica alle collezioni che arricchiscono le sale interne, oggi la Scuola di San Marco dà la possibilità al veneziano di tornare indietro nei secoli e di rivivere l'atmosfera di solidarietà e passione scientifica che furono le basi per la costruzione dell'attuale Ospedale Civile, un pezzo importante della città che i veneziani sentono loro.