Immaginate come sarebbe più bella Piazza dei Miracoli senza le bancarelle. Lo disse l'allora soprintendente ai Beni artistici e storici della Toscana (dal 2007 è direttore dei Musei Vaticani) Antonio Paolucci, prima di ritirare un po' di anni fa un riconoscimento speciale al Premio Letterario Pisa. Tra l'altro Paolucci fece anche una lunga passeggiata notturna sui lungarni, tanto da arrivare al premio con un po' di ritardo, scusandosi («Sono stato rapito dai vostri lungarni, sono più suggestivi di quelli di Firenze»). Vittorio Sgarbi, nel 2011, se la prese più con la scultura del Vangi in Duomo che con le bancarelle. «Le strutture commerciali intorno alla piazza - disse Sgarbi - sono una testimonianza di vitalità popolare che risale al Medioevo. E di vilipendio a un'opera d'arte si deve parlare solo quando non è curata o è stata restaurata male. Ma è chiaro che occorrano regole sulla merce che può o non può essere venduta in una piazza come quella pisana». La polemica sulle bancarelle del Duomo dura dal 1993, dopo il decreto Ronchey. Nessun governo è però mai riuscito nell'impresa di liberare l'area: ci aveva provato anche il ministro di centrodestra Giuliano Urbani che addirittura ordinò lo sgombero per scritto da Piazza dei Miracoli, ma senza alcun risultato. Né andò bene all'allora ministro dei Beni culturali di centrosinistra Rutelli, nel 2008, che in un intervento al teatro Verdi andò giù duro: «Il mercato dei souvenir è impresentabile». Eppure la soluzione potrebbe esserci. Questo è possibile grazie al concorso internazionale vinto dall'architetto David Chipperfield per recuperare la grande area dell'ex ospedale Santa Chiara che confina con Piazza dei Miracoli. Chipperfield ha proposto di inserire le bancarelle nell'asse di attraversamento che da via Paolo Savi andrà fino alla Piazza dei Miracoli, dunque una collocazione vicina ma interna all'area dell'ex ospedale. L'allora soprintendente ai monumenti Guglielmo Malchiodi l'aveva benedetta: via le antiestetiche bancarelle e il ripristino della piazza del Duomo per il suo vero valore storico, monumentale e architettonico. Una soluzione a venire ritenuta però non idonea dai commercianti. A questo punto il Comune e la Soprintendenza hanno il dovere di trovare un'alternativa che non li penalizzi ulteriormente. Dopo 22 anni di battaglie ora sembra davvero arrivata la svolta: le bancarelle non torneranno più in Piazza dei Miracoli, neppure in regime transitorio. Così, quando sarà completato il restauro del museo delle Sinopie, vedremo una Piazza dei Miracoli più splendente che mai (anche se resta lo scempio del palazzo dei Trovatelli, a cui va trovata un'urgente sistemazione).
PISA - Bancarellai: eppure la soluzione ci sarebbe
Il Piazza dei Miracoli a Pisa è stata oggetto di polemiche per le bancarelle che circondano la piazza. L'allora soprintendente ai Beni artistici e storici della Toscana, Antonio Paolucci, ha espresso la sua opinione che le bancarelle sono un ostacolo all'appriciazione della piazza. Vittorio Sgarbi ha invece difeso le bancarelle come una testimonianza di vitalità popolare. La polemica è durata dal 1993 e nessun governo è riuscito a liberare l'area. Tuttavia, grazie al concorso internazionale vinto dall'architetto David Chipperfield, è stata proposta una soluzione per recuperare la grande area dell'ex ospedale Santa Chiara, che confina con Piazza dei Miracoli.
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