È GIUNTA dunque in porto un'operazione complessa, condotta dalla Biblioteca Reale e dal suo direttore Giovanni Saccani, dunque dal Mini-stero, con la Fondazione Torino Musei, e la sua presidente Patrizia Asproni, e fortemente voluta dal sindaco Piero Fassino. Perché è vero che la celebre "Sanguigna" ha dovuto percorrere pochi metri, dalla Biblioteca Reale a Palazzo Madama: ma non è stata come si suol dire una passeggiata. E per questo trasferimento per cui ieri mattina, durante al presentazione, proprio la Asproni ha detto che «si sono abbattute le barriere tra le due istituzioni», una statale e una civica - è stato necessario coinvolgere a Roma cinque direzioni generali del Ministero più altre due del settore. Mercoledì mattina ad attendere l'"Autoritratto" in una piazza Castello presidiata dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio e dal comando dei vigili c'era un furgone climatizzato e blindato, privo di scritte per non destare attenzione. Il disegno, uno dei più celebri al mondo, è uscito nel climabox realizzato dal Politecnico di Torino in collaborazione con l'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, già utilizzato per la mostra del 2011 a Venaria. Dopo l'arrivo, le operazioni di apertura della cassa, sotto lo sguardo della direttrice di Palazzo Madama Enrica Pagella, infine l'esposizione del disegno in una struttura creata ad hoc. Di fronte, una serie di pannelli che raccontano la storia e la fortuna di questo ritratto, che rispetto alla tradizione più antica propone una nuova iconografia del volto di Leonardo. Un'immagine sconosciuta fino a inizio Ottocento, quando il disegno viene replicato per la prima volta in un volume dedicato al "Cenacolo" di Milano e identificato appunto come autoritratto. Si tratterebbe di un lavoro eseguito dal maestro già anziano poco prima o dopo la sua partenza per il Castello di Amboise in Francia, dove morirà nel 1519. Tuttavia secondo alcuni studiosi, il disegno potrebbe non essere un autoritratto, bensì uno studio di testa di vecchio, eseguito da Leonardo all'incirca quarantenne a Milano, tra il 1490 e il 1495. Dopo la mostra torinese, l'"Autoritratto" partirà per Roma, per un check up all'Istituto Centrale per il Restauro: «Il danneggiamento chiamato foxing è stabile, il disegno e il foglio sono stati certificati come conservati nel miglior modo possibile: ci hanno però prescritto interventi per la manutenzione», spiega Saccani. Dopo il restyling, sarà esposto per un mese ai Musei Capitolini (gli utili delle due mostre saranno divisi con i "proprietari" della Biblioteca, dunque con il Polo Reale, rappresentato ieri dal segretario regionale Benedetto Compagnoni). Tra le ipotesi, c'è quella del viaggio della Sanguigna sul Frecciarossa, su un vagone speciale messo a disposizione da Trenitalia: ma per questo si attende il via libera del Ministero. Info 0110881178, www.palazzomadama. it.
Ecco l'altro "volto" di Torino Leonardo a Palazzo Madama
La "Sanguigna", un'opera d'arte di Leonardo da Vinci, è stata trasferita dalla Biblioteca Reale a Palazzo Madama a Roma. L'operazione è stata condotta dalla Biblioteca Reale, dal Mini-stero, dalla Fondazione Torino Musei e dalla presidente della Fondazione Patrizia Asproni. Il disegno è stato trasferito in un furgone climatizzato e blindato e successivamente esposto in una struttura ad hoc. La mostra è stata presentata con la presenza di cinque direzioni generali del Ministero e di altre due direzioni del settore. La "Sanguigna" è stata esposta per la prima volta a Palazzo Madama, dove sarà visibile per un mese.
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