Potrebbe essere considerata una prova generale. Il primo passo per il museo archeologico del futuro e comincerà in corrispondenza dell'Expo e della Biennale con un percorso dedicato all'acqua. 25 reperti, dalle sculture alle monete antiche verranno raccontati ai visitatori attraverso dei percorsi tematici (acqua e culto, acqua e mito, e vita quotidiana tanto per citarne alcuni). Ci sarà il ritratto di Pompeo (sono due al mondo quelli «originali», l'altro si trova a Copenaghen) che racconterà la storia delle sue battaglie navali per liberare il mare dai pirati ma anche una Scilla intagliata nella corniola rossa della seconda metà del primo secolo intenta ad uccidere i compagni di Ulisse o un frammento di sarcofago con incise figure di imbarcazioni. «Abbiamo scelto dei reperti fondamentali spiega Michela Sediari, direttore del museo archeologico li renderemo fruibili a tutti i visitatori». A segnalarli saranno delle didascalie azzurre e, quando non sarà possibile delle schede di sala. Ma la vera rivoluzione per il museo riguarda l'uso dello scanner 3D. Durante tutta la durata dell'esposizione, infatti, ci saranno la «statua maschile di montegrotto» (una statua del secondo secolo d.C.) e l'Ulisse Grimani, unico al mondo proveniente dalla collezione di Domenico Grimani riprodotti in 3D grazie alla tecnologia ECH (edutainment for cultural heritage) sviluppata da Virtulgeo. «Proveremo a far vedere anche le diverse fasi del restauro dell'Ulisse» spiega Sediari. Nelle sale, intanto, tra riproduzioni 3D e iconografia pop (l'Ulisse in 3D si potrà anche inviare via web agli amici) ci sarà anche la musica grazie a Claudio Ambrosini, leone d'oro alla Biennale del 2007, che per l'occasione ha prestato al museo la sua opera Il canto della pelle (sex unlimited) . «Questa è la direzione giusta ha detto Daniele Ferrara nuovo soprintendente al polo museale veneto stiamo ripensando una variazione dell'approccio del museo con il visitatore. Da un lato lo renderemo più accessibile, dall'altro lo faremo rientrare in un percorso che coinvolgerà tutta Venezia». Nella commissione che deciderà il futuro del museo ci sono Salvatore Settis e Paul Zanker.