Non ha la pretesa di paragonarsi alle Dieci leggi, ma l'obiettivo ambizioso è però per «un'architettura di qualità, meno autocelebrativa e più attenta alle esigenze di una società in costante evoluzione». È il «Manifesto sull'Architettura» presentato a Caserta il 15 gennaio scorso e che da tre mesi a questa parte è oggetto di riflessione critica e spunto per ragionare sul futuro della professione in tutta Italia. Il Manifesto approda domani a Brescia quando, nella sede dell'Ordine degli Architetti di via San Martino della Battaglia 18, sarà al centro di un articolato convegno. Nel Manifesto si delineano i tratti della professione: «L'architetto - si legge - deve recuperare il suo ruolo sociale di operatore culturale, intuendo le trasformazioni del suo tempo». O, ancora, la sottolineatura sul fatto che «Il progetto architettonico non deve sfuggire al senso civico e non deve allontanarsi dall'idea che una buona architettura influenzi la società». Alle 17, dopo i saluti del presidente degli architetti Umberto Baratto e di Ferruccio Favaron del Consiglio nazionale, sono previsti gli interventi di Elviro Di Meo, Camillo Botticini, Paolo Valerio Mosco, Andrea Gritti e Marco Brizzi. A seguire il dibattito, il coordinamento è nelle mani di Paola Faroni .
Brescia. Gli architetti alla ricerca della qualità perduta
Non ha la pretesa di paragonarsi alle Dieci leggi, ma l'obiettivo ambizioso è però per un'architettura di qualità, meno autocelebrativa e più attenta alle esigenze di una società in costante evoluzione. È il Manifesto sull'Architettura presentato a Caserta il 15 gennaio scorso e che da tre mesi a questa parte è oggetto di riflessione critica e spunto per ragionare sul futuro della professione in tutta Italia. Il Manifesto approda domani a Brescia quando, nella sede dell'Ordine degli Architetti di via San Martino della Battaglia 18, sarà al centro di un articolato convegno. Nel Manifesto si delineano i tratti della professione: L'architetto - si legge - deve recuperare il suo ruolo sociale di operatore culturale, intuendo le trasformazioni del suo tempo. O, ancora, la sottolineatura sul fatto che Il progetto architettonico non deve sfuggire al senso civico e non deve allontanarsi dall'idea che una buona architettura influenzi la società. Alle 17, dopo i saluti del presidente degli architetti Umberto Baratto e di Ferruccio Favaron del Consiglio nazionale, sono previsti gli interventi di Elviro Di Meo, Camillo Botticini, Paolo Valerio Mosco, Andrea Gritti e Marco Brizzi. A seguire il dibattito, il coordinamento è nelle mani di Paola Faroni .
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo