Il comandante Mulattiero: «Se ci aboliscono nessun risparmio e meno controlli» Nonostante l'organico dimezzato dalla spending review la Forestale nel 2014 ha effettuato 9 mila controlli in provincia di Brescia. In cantiere l'apertura di una stazione nella Bassa, zona ad alto tasso di eco reati. Ma il governo ha in programma la sua fusione con la Polizia, ipotesi a cui il comandante Mulattiero è contrario. Passata l'alta cancellata in ferro ed entrati nel palazzone verde scuro del comando stazione del Corpo Forestale, tra le casette a schiera di San Polo, si respira un'aria di disincanto, rammarico, risentimento. Non è facile lavorare per uno Stato che ti considera il corpo di polizia più «inutile», quello che va tagliato, fuso, rimpastato, cancellando con un decreto due secoli di storia a difesa dell'ambiente. Quell'ambiente che in una delle province più vaste e variegate d'Italia è è messo a repentaglio da migliaia di aziende, dal traffico di rifiuti, dal fenomeno del bracconaggio. Qui più che altrove avrebbe senso che la Forestale non sparisse. Ne parliamo con il comandante Pier Edoardo Mulattiero, 57 anni, a Brescia da fine 2012. Comandante, quali sono i vostri compiti principali? «Il Controllo e la tutela del territorio, dell'attività venatoria, l'utilizzo dei boschi, il rispetto dei vincoli idrogeologici, del benessere animale. Interveniamo anche in caso di episodi d'inquinamento e svolgiamo indagini ambientali per conto della Procura. Nel 2014 i controlli effettuati sono stati quasi 9mila». In quanti siete? Riuscite a monitorare un territorio così vasto e con molteplici criticità ambientali? «Siamo in settantuno. Undici qui al comando provinciale a San Polo, gli altri nei 19 comandi stazione sparsi sul territorio. La pianta organica prevede 128 agenti. Ne abbiamo solo la metà. Lo scorso anno a causa della spending review sono stati chiuse le stazioni di Idro, Capo di Ponte, il nucleo operativo di Breno, Corteno Golgi, Vezza d'Oglio. In quattro uffici c'è un solo agente e quindi non è possibile far funzionare una pattuglia di controllo. Il comando di Brescia ha competenza territoriale su 66 comuni dell'hinterland e della pianura. Per questo abbiamo in progetto l'apertura di un comando stazione nella Bassa, dove c'è un'alta concentrazione di attività industriali ma anche di allevamenti agricoli e dove andrebbe migliorata la sistematicità dei controlli. Vorremmo aprire un altro comando stazione nel basso Garda, tra Desenzano e Lonato. Ma a monte di tutto c'è un problema di personale oltre che di risorse economiche, visto che non abbiamo quasi più nemmeno benzina per le auto. Servirebbe un Comune che desse la disponibilità degli uffici». .. .Non avete più benzina per le vostre auto? «Succede ciclicamente. È in ritardo l'arrivo dei buoni carburante per le nostre 35 vetture». Veniamo al disegno di legge che vuole la soppressione della Forestale. Un mese fa è passato in commissione al Senato, Renzi sembra intenzionato a far sul serio, anche se si moltiplicano gli appelli a vostra difesa. «Non spetta a me dare giudizi politici. Mi limito a dire che i costi fissi del personale rimarrebbero. Non possono licenziarci ma devono fonderci con un altro corpo di polizia». Si parla di una fusione con la Polizia di Stato, meno probabile l'ipotesi di annettervi la polizia provinciale. Che ne pensa? «Il Corpo Forestale ha la funzione fondamentale di prevenire i reati ambientali, grazie all'azione di controllo. Funzione a forte rischio se finissimo in un altro corpo a carattere spiccatamente repressivo. Sarebbe forse più opportuno il rinforzo delle polizie provinciali». La Forestale rischia di sparire ma nel Bresciano la polizia provinciale ha chiuso 8 distaccamenti; 3 carabinieri dei Noe controllano altre 3 province; l'Arpa ha dimezzato il personale e chiuso i distaccamenti sul territorio. Proprio mentre sta arrivando la nuova legge sui delitti ambientali si depotenziano gli organi che dovrebbero applicarla? «Gli organi deputati al controllo dell'ambiente sono del tutto insufficienti rispetto alle necessità del territorio. Tornando alla Forestale: senza l'attività di prevenzione e controllo il rischio è di trovarsi di fronte a nuovi danni ambientali dai costi molto maggiori del risparmio derivante dalla chiusura di qualche ufficio».