Alla fine le dimissioni di Mauro Marino da presidente del Consiglio Comunale fanno slittare il dibattito su «Casa Gramsci» alla prossima seduta dell'assemblea. La decisione è stata presa ieri sera dopo un accesso dibattito in conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari. Il caso è nato dal rifiuto di Forza Italia di far presiedere da Alberto Mina, consigliere anziano, un «dibattito dove la maggioranza avrebbe dovuto affrontare le sue divisioni interne. Un dibattito a cui sarebbe stata doverosa la presenza del sindaca», come ha spiegato il capogruppo Paolo Chiavarino. Marino, diventato parlamentare alcuni mesi fa, lascia dopo otto anni la carica di presidente ma resta consigliere comunale, probabilmente sarà eletto capogruppo della Margherita. Slitta invece, alla prossima settimana la discussione su «casa Gramsci». A quell'appuntamento il centrosinistra si presenterà senza lacerazioni. Ds, Margherita e Verdi da una parte e Comunisti Italiani dall'altra hanno infatti deciso di andare avanti con il progetto di variante del piano regolatore che limita l'utilizzo dell'immobile di piazza Carlina dove visse per un certo periodo il fondatore del partito comunista italiano. Certo, resta il dissenso del Pdci, tanto che il capogruppo Gianguido Passoni e il consigliere Domenico Gallo, hanno presentato 28 emendamenti. Emendamenti che secondo i capigruppo della Quercia (Beppe Borgogno), della Margherita (Alessandro Altamura) e del Sole che Ride (Giovanni Nigro) «non si possono considerare certo come ostrzionistici anche se ci impegneranno in una approfondita discussione di merito». Resta, invece, l'opposizione di Rifondazione Comunista. Il capogruppo Beppe Castronovo, si presenta con 46 emendamenti e spiega: «Noi riteniamo che si possa e si debba ristrutturare lo stabile permettendo agli inquilini assegnatari degli alloggi di Edilizia Popolare che lì esistevano, di tornarci a vivere e di rilanciare l'idea che si possa costruire anche una residenza universitaria, così come era previsto dai vecchi piani comunali». Non solo: «Abbiamo portato la questione in Parlamento. Marilde Provera ha presentato un'interpellanza al ministero dei Beni Culturali per sapere se era al corrente del progetto».
Torino. Marino lascia, e Casa Gramsci slitta
La presidente del Consiglio Comunale, Mauro Marino, ha deciso di dimettersi dopo un accesso dibattito in conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari. La decisione è stata presa dopo il rifiuto di Forza Italia di far presiedere da Alberto Mina un dibattito dove la maggioranza avrebbe dovuto affrontare le sue divisioni interne. La discussione su casa Gramsci è stata slittata alla prossima settimana. Il centrosinistra si presenterà senza lacerazioni, mentre il Pdci ha presentato 28 emendamenti per variare il piano regolatore. Rifondazione Comunista si oppone alla variante del piano regolatore e ha presentato 46 emendamenti.
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