Se lo dicono da soli: «A Venezia c'è un comitato per ogni cosa». Ma su un tema fondamentale, ancora non c'era: il turismo, manna e dannazione della città storica. Così, presidenti di associazioni molto attive in città e singoli che si occupano della materia hanno deciso di fare massa critica, dando vita a un "Comitato per il turismo sostenibile", con l'obiettivo di approfittare della campagna elettorale per affrontare la chimera della gestione dei flussi, partendo da una proposta concreta: l'introduzione del numero chiuso in piazza San Marco. E chiedendo ai candidati sindaci di impegnarsi pubblicamente a realizzarla. Un progetto che nasce da quello elaborato da Marco Scurati: un tetto di 65-70 mila presenze al giorno in piazza San Marco, metà degli accessi riservati gratuitamente ai turisti che dormono in città (e già pagano la city tax), il restante agli escursionisti mordi-e-fuggi, cresciuti esponenzialmente e causa principale della conversione della città in un gigantesco souvenir-shop. Secondo il progetto, questi ultimi dovranno prenotarsi online, ottenendo un pass che può variare dal semplice ingresso-internet-Wc a 5 euro, con museo e mappa aggiunti a 15 euro, fino a 35 euro per i "lover" con due musei, parcheggio, sconti. Il tutto controllato da varchi all'ingresso della Piazza, con un "bip". «L'amministrazione non è stata in grado sinora di gestire il turismo: è stato permesso che Venezia venisse sommersa della sua stessa risorsa», si presenta il comitato, «varie cards, incentivi di prezzo, ultimamente le transenne si sono rivelati inefficaci e le dichiarazioni dei mesi scorsi dei vari candidati paiono lontane dalla realtà, per paura di perdere voti, interessi clientelari o non conoscenza dei fenomeni turistici». Ai "sindaci", il comitato chiede di «regolare il turismo di massa escursionista attraverso un numero programmato per l'accesso alla città sua parte più aggredita, più facilmente controllabile e nel desiderio di tutti i turisti, ovvero Piazza San Marco, per far rispettare la capacità di carico della città, che non può ricevere più del numero dei suoi stessi abitanti in un solo giorno». Poi un mezzo dedicato ai turisti, un marchio di qualità, un'agenzia per il turismo: «Vogliamo stimolare l'amministrazione ad agire: ormai questo turismo di quantità non porta benefici nemmeno a chi lavora in questo mercato e Venezia viene considerato qualcosa da saccheggiare per pochi centesimi da parte di chiunque». Firmato: Pierandrea e Mariagrazia Gagliardi, i presidenti delle associazioni Masegni e Nizioleti (Cecilia Tonon), Venessia.com (Matteo Secchi). Faro Venezia (Adriano De Vita), Garanzia Civica (Andrea Gusso), Forum Arsenale (Barbara Pastor), Weareherevenice (Jane da Mosto), Olivolo (Fabio Manzelle), Laguna nel Bicchiere e Comitato Bragora (Flavio Franceschet), poi Gianandrea Mencini, Lucio Scarpa, Walter Fano, Giancarlo Renier, Massimiliano Smerghetto, Alessandro Ronchin, Gigi Ghigi, Strefania Colecchia, Lea Salvadori e naturalmente Marco Surati, che ne è il portavoce. Roberta De Rossi
VENEZIA - Un comitato per il turismo Numero chiuso a San Marco
Un comitato di associazioni e singoli cittadini di Venezia ha deciso di creare un "Comitato per il turismo sostenibile" per affrontare la gestione dei flussi di turisti nella città storica. Il progetto propone l'introduzione di un numero chiuso in piazza San Marco, con 65-70 mila presenze al giorno, e richiede ai candidati sindaci di impegnarsi pubblicamente a realizzare questo progetto. Il comitato propone anche di prenotare gli accessi ai turisti che dormono in città e di creare un sistema di controllo dei flussi di persone. Il progetto è stato elaborato da Marco Scurati e ha come obiettivo di ridurre il turismo di massa e di proteggere la città da questo fenomeno.
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