Cinque musei, tre dei quali ingessati da costi fissi, incomprimibili. Spesa: 1,2 milioni di euro. Resa? Ottima per le due gallerie (Pizzinato a parco Galvani e Harry Bertoia al palazzo Spelladi Cevolin), che vengono aperte in occasioni delle mostre. Insufficiente per le altre strutture: musei civici, museo di storia naturale, museo archeologico. «Bisogna esternalizzare i musei e affidare la gestione ai privati» è il mantra dell'opposizione di centrodestra. Un'idea che sulle prime aveva affascinato anche parte della maggioranza di centrosinistra, ma che l'assessore Claudio Cattaruzza ha smontato, cifre alla mano. «L'idea della privatizzazione piaceva anche a noi ma non è sostenibile. L'unico museo in cui la gestione viene garantita da un'associazione, a fronte di un contributo annuale di 12 mila euro, è quello archeologico di Torre. Ma non c'è la fila delle associazioni per occuparsi dei musei...». In termini di costi fissi acqua, energia, gas, pulizie, telefoni, interessi passivi sui mutui il Comune spende 526 mila euro l'anno. Altri 481 mila euro circa se ne vanno per i costi del personale: una parte diretta (435 mila euro) e il resto per servizi appaltati. C'è una posizione dirigenziale che vale 68 mila euro e poi ci sono i conservatori museali che sono obbligatori per legge (101.730 euro). «Poi c'è il personale amministrativo che costa quattro persone 79 mila euro l'anno. Certo possiamo esternalizzare questa spesa così come quella di custodia e vigilanza (185 mila euro l'anno), ma i dipendenti non è che possiamo mandarli a casa, dobbiamo spostarli in altri uffici comunali» evidenzia l'assessore alla cultura. Se poi si guarda alla ripartizione dei fondi, su 526 mila euro di spese, il Comune mette di risorse proprie 164 mila euro (il resto arrivano da Stato e Regione). Oggi mantenere tre musei "stabili" è ancora sostenibile, in prospettiva si profila un punto di domanda. Tutta un'altra storia, invece, per le due gallerie che possono essere aperte regolando la proposta culturale: invece di fare una mostra al mese se ne fanno due tre all'anno. La scelta di puntare sugli artisti locali che hanno conquistato palcoscenici internazionali è risultata vincente. La mostra dedicata al fotografo Pierpaolo Mittica (nella quale il Comune ha investito 8 mila euro mentre il resto dell'impegno, 70 mila euro, è stato coperto con sponsor privati) ha registrato 15 mila visitatori. Quella dedicata a Bertoja il cui periodo di apertura era più breve ha sfiorato le 5 mila presenze. (m.mi.)