Scavi fermi solo in una parte limitata di piazza Vittorio «La richiesta del Ministero comporta qualche ritardo limitatamente a una parte di Piazza Vittorio. Ritardi di cui valuteremo i costi. I lavori proseguono come previsto nella convinzione che si sia operato senza danni o offese al patrimonio storico della Città». Maria Grazia Sestero, assessore alla Mobilità, sintetizza così la reazione del Comune dopo la lettura delle comunicazione del ministero dei Beni Artistici e Culturali. Dunque non ci sarà nessun stop ai cantieri di piazza San Carlo e di piazza Vittorio ad esclusione di «un tratto di muro del 16001700 che nel 1800 è stato incorporato nella condotta fognaria della Città, tuttora in funzione». La decisione della Sestero è stata presa dopo un sopralluogo che si è svolto ieri mattina e al termine del quale l'assessore commenta: «La vicenda si è ridimensionata. Il fax arrivato da Roma non è un decreto ministeriale come da qualcuno annunciato, non è un'ordinanza e nemmeno "la sospensione immediata dei lavori e degli scavi in Piazza Vittorio e Piazza San Carlo" come richiesto da un'interrogazione parlamentare». Poi spiega: «Più modestamente si tratta di una nota a firma del Direttore Generale per i Beni Archeologici, dottoressa Reggiani, con la quale si comunica che "a seguito della campagna di stampa e dell'interrogazione parlamentare" si ritiene di acquisire un pronunciamento del Comitato Tecnico Scientifico per i Beni Archeologici convocato per il 10 giugno. Fino a quella data le autorizzazioni già date a rimuovere i resti sono sospese. Carte alla mano la Sestero illustra perché i lavori continueranno. «L'autorizzazione per piazza San Carlo è del dicembre 2004. L'Amministrazione, comunque, ha deciso autonomamente di conservare una parte dei resti, tuttora visibili, ed i lavori possono quindi proseguire secondo il cronoprogramma previsto che ora prevede ora la copertura dello scavo». Per quanto riguarda piazza Vittorio «l'autorizzazione a rimuovere è del marzo 2005: anche in questo caso si è conservato un pezzo del rivellino che sarà a vista nel parcheggio e nel quadrante nord della Piazza». Da Roma, una dichiarazione del portavoce del ministro Rocco Buttiglione conferma la «tregua» scoppiata tra la città e il ministero: «Ha ragione l'assessore non c'è nessun decreto che sospenda tutti i lavori per i parcheggi di Torino. A differenza di quanto qualcuno ha voluto far credere, il ministro Buttiglione non ha mai avuto, e non ha l'intenzione di ostacolare i lavori». Anzi il «ministero ha cercato di dare il minimo disturbo possibile. In ogni caso non si possono toccare i reperti archeologici. Attenti, però, a non pensare che il ministero rinunci al suo ruolo istituzionale di tutela del patrimonio culturale». Anche per la parlamentare verde Laura Cima, tra i firmatari dell'interpellanza che ha portato all'intervento di Buttiglione, «si sgonfia il pallone delle polemiche». E aggiunge: «Dopo la nostra interrogazione parlamentare l'amministrazione dovrà necessariamente essere più attenta al tema delicato e importantissimo della conservazione dei beni archeologici». An e Forza Italia (Paolo Chiavarino), invece, attaccano il centrosinistra che ieri ha «negato la richiesta di una comunicazione urgente in Consiglio comunale». La questione sarà affrontata in sede di Commissione.
Torino. Tra Buttiglione e il Comune è pace sui nuovi parcheggi
Il Comune di Torino ha ricevuto una comunicazione del Ministero dei Beni Artistici e Culturali che richiede la sospensione dei lavori di scavo in piazza Vittorio e piazza San Carlo. Tuttavia, l'assessore alla Mobilità, Maria Grazia Sestero, ha affermato che la vicenda si è ridimensionata e che i lavori continueranno come previsto. La decisione è stata presa dopo un sopralluogo e la Sestero ha spiegato che la comunicazione del ministero non è un decreto o un'ordinanza, ma solo una nota del Direttore Generale per i Beni Archeologici.
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