Tante novità con la legge regionale per la conservazione delle aree protette: taglio al numero dei consiglieri, abolizione della giunta, indennità al presidente SERAVEZZA. Taglio al numero dei consiglieri del Parco delle Alpi Apuane, abolizione della giunta esecutiva, e ingresso nel direttivo di un membro che rappresenterà gli industriali del marmo. Inoltre ripristino dello stipendio al presidente del Parco. Sono questi alcuni degli effetti della nuova legge regionale per la conservazione dei parchi e le aree protette, una delle ultime norme approvate da Enrico Rossi prima di decadere. In generale influirà sulle procedure di funzionamento degli enti parco. E quindi anche su quello regionale delle Alpi Apuane. Se su alcuni aspetti la legge porta a un accentramento delle capacità decisionali su Firenze, soprattutto sul piano urbanistico, dall'altra il Parco avrà le spalle più coperte - dalla Regione - in termini di bilancio. Intanto dal prossimo mandato (gennaio 2017) il consiglio del Parco si snellirà, da 12 membri a 6 più il presidente: uno sarà rappresentante delle associazioni ambientaliste, un altro delle associazioni di categoria e attività più diffuse sul territorio, ovvero del settore lapideo. E quest'ultima è una vera e propria novità nella storia del Parco. Gli altri quattro consiglieri saranno scelti dalla Regione, dalla lista prodotta dalla Comunità di Parco. Organismo che vedrà ampliarsi non formalmente, con ambientalisti e industriali che potranno partecipare alle riunioni. Inoltre, come tutte le aree protette, dovrà dotarsi di un nuovo statuto con i soliti criteri uguali per tutti. «Sì, questa legge rende alcune funzioni più centralizzate commenta Alberto Putamorsi, presidente del Parco - non voglio dire che sia meglio o peggio di prima: nel complesso è una buona legge. Ad esempio ci dà capacità di fare espropri; e rende più tranquillo l'aspetto finanziario: la Regione in caso di inadempienza degli enti locali col loro contributo annuale, ci fa da garante». La legge ristabilisce anche lo stipendio per la figura del presidente, come già esisteva ai tempi di Nardini, e poi eliminata. «Come tutti i parchi regionali spiega Putamorsi anche il nostro prevedeva l'indennità per il presidente, che oggi è stata ripristinata a 18.270 euro lordi. Se prima si aveva un'esagerazione, con tutti i membri del consiglio che percepivano 5 mila euro l'anno, gli assessori 12 mila e il vice presidente 15 mila, oggi si è fatta una cosa adeguata, con un'indennità ad un'unica figura, un po' più bassa di prima, che era intorno ai 20 mila euro, e più che congrua». È stata stabilita in una quantità pari al 15 di quello che spetta al presidente della Regione. E a proposito di Regione, con questa nuova legge sarà lei ad adottare e approvare gli strumenti urbanistici. Il Parco avrà solo il dovere di predisporre i documenti che consiglio e giunta regionale potranno fare e disfare a loro piacimento. Come la Regione aveva già dimostrato con il Piano paesaggistico, dove una delle critiche maggiori era rivolta proprio al metodo, che escludeva dalle decisioni gli enti locali.