Il ministro ai Beni culturali Rocco Buttiglione ha scritto ad Alain Elkann, quale presidente della «Fondazione alle Antichità Egizie di Torino», per confermare l'estremo interesse che il ministero ha per il conferimento alla Fondazione delle collezioni, del personale e del palazzo del Museo Egizio. E' un'operazione legale che non ha precedenti in Italia e che sarà «esperienza pilota» per il Paese. «Per agevolarla - spiega Elkann - il Consiglio d'amministrazione della Fondazione ha deciso di affidare all'Ires uno studio preliminare e di chiedere la collaborazione di un esperto legale, che dovrà cimentarsi in una pluralità di normative». «E' necessaria - interviene Mario Turetta, direttore regionale ai Beni culturali - una persona che abbia approfondite competenze in campo giuridico ed amministrativo. Dovrà padroneggiare la complessa legislazione che riguarda il conferimento dell'immobile e delle sue collezioni, ma anche del personale. Sarà in stretto contatto non solo con la Fondazione e con la Soprintendente Archeologica Marina Sapelli Ragni, ma anche con me e con la Corte dei Conti». Intanto procedono le iniziative e le opere che stanno rifondando il Museo. Oggi giungerà a Torino la nuova direttrice, l'egittologa Eleni Vassilika, che prenderà servizio definitivo dal primo ottobre. «La Fondazione - nota Elkann - ritiene utile affiancarla con una figura manageriale. La Fondazione Crt e la Compagnia di San Paolo hanno suggerito il nome di Paolo Verri. Il suo curriculum sarà esaminato, fra altri, nella sessione del consiglio di amministrazione del 17 giugno». Mentre il noto scenografo Dante Ferretti ha messo mano nel suo laboratorio al cantiere che deve trasfigurare lo statuario del Museo. «Sta già allestendo - ricorda Elkann - alcuni campioni del nuovo allestimento e sta sperimentando la tinta scura di fondo che ne esalterà le luci». Dal primo luglio partirà invece il «maquillage» che, entro ottobre, ritinteggerà il Museo e darà nuova immagine unitaria alle sue vetrine. L'intervento, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, sarà seguito dall'architetto Valerio Corino, direttore della Soprintendenza ai Beni Architettonici, affiancato da Marina Sapelli Ragni e da Elvira D'Amicone. «Uniformeremo anche le luci». Dice Corino: «Provvederemo inoltre a risanare la prima sala del Museo, chiusa da tempo. I lavori ci daranno l'occasione di effettuare stratigrafie, che permetteranno d'identificare le antiche tinte guariniane del palazzo. Alcuni saggi hanno già rilevato fondi grigi, con tocchi di rosso pompeiano». Saranno la nuova tavolozza del Museo? «Saranno spunto di riflessione, ma la tinta che prevarrà sarà quella che darà al Museo maggiore uniformità».