Non c'è solo la natura, il mare e l'archeologia (con la villa romana di Agrippa) sull'ex Isola del Diavolo. A Pianosa destano sempre più interesse le scoperte compiute dall'Università di Siena nella grotta del mistero. Di cosa stiamo parlando? Lo scorso anno gli studiosi hanno portato alla luce durante gli scavi nella grotta di Cala di Biagio i resti fossili di cervidi, risalenti a migliaia di anni fa. I segni dell'antica vita sull'isola piatta, dove in questi giorni sono stati rinvenuti fossili di rapaci e anfibi di migliaia di anni fa. E persino resti di denti umani.di Luca Centini wPIANOSA I tesori delle isole dell'Arcipelago toscano alla portata dei turisti, finalmente. Dalla Villa romana di Giannutri, che da giugno sarà riaperta al pubblico in via sperimentale (un massimo di 75 visitatori per 3 visite giornaliere), ai nuovi percorsi tematici a Pianosa, impreziositi dalle scoperte compiute dagli studiosi della Soprintendenza e dell'Università di Siena. È un accordo storico, ottenuto non senza fatica, quello stretto tra il Parco nazionale dell'Arcipelago toscano e la Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana per la manutenzione straordinaria e la promozione alla fruizione dei siti di interesse archeologico di Pianosa e dell'isola di Giannutri. Il consiglio direttivo del Parco ha infatti approvato un atto di indirizzo, a cui seguirà a stretto giro la definizione di un accordo definitivo tra i due enti. L'obiettivo è portare a regime, già da questa estate, novità destinate a rivoluzionare la fruizione dei tesori del passato nelle due isole dell'Arcipelago toscano. Villa romana aperta. Erano anni che il Parco e la Soprintendenza valutavano il modo più efficace per aprire al pubblico la Villa romana di Giannutri. Un sito di assoluto interesse, caratterizzato dai resti di un'abitazione patrizia di epoca domiziana. Il sito, passato da un paio di anni nella completa disponibilità della Soprintendenza, non è mai stato aperto al pubblico (visitato solo da chi, di straforo, entrava forzando le rete di recinzione). «Per anni abbiamo lavorato a questo obiettivo fa sapere il direttore del Parco, Franca Zanichelli siamo orgogliosi dell'accordo trovato con il responsabile toscano della Soprintendenza Pessina, e con i responsabili locali Rendini (Giannutri) e Alderighi (Pianosa). Ora c'è da lavorare assieme per mettere in sicurezza i siti archeologici e organizzare i percorsi di fruizione e le visite guidate». Il Parco, tra Pianosa e Giannutri, ha previsto un impegno di spesa di 60.000 euro. Giannutri. L'idea del Parco nazionale è aprire la Villa romana dal 1 giugno al 30 settembre: tutto i giorni nei mesi di luglio e agosto, nel weekend a giugno e settembre. Per questo sarà messa in sicurezza la scala di accesso al sito archeologico e sarà ricostruita la rete di recinzione. Il Parco si occuperà della formazione di guide specializzate (un ibrido tra guide ambientali e archeologiche) che sappiano spiegare ai turisti tutti i dettagli sui resti di epoca romana. Il massimo di visitatori giornalieri, nella prima stagione "sperimentale", è di 75 persone, suddivise in tre turni quotidiani. Per l'accesso si pagherà un biglietto che sarà venduto presso l'Info Park Area a Porto Santo Stefano e anche sull'isola, dove una guida diffusa comunicherà ai turisti la disponibilità di posti residui per le visite. «È un passo importante commenta il direttore del parco Franca Zanichelli ci abbiamo lavorato a lungo con la Soprintendenza non senza difficoltà, ora siamo in grado di partire». I tesori di Pianosa. Altrettante novità sono previste per la valorizzazione dei siti archeologici e di interesse paleontologico nell'ex isola del Diavolo. Sono recenti, infatti, le scoperte compiute dall'Università di Siena nella grotta di Cala di Biagio di Pianosa, dove sono stati rinvenuti resti fossili di cervi, rapaci, anfibi e di essere umani di migliaia di anni fa. In questo caso si tratta di arricchire con nuovi percorsi tematici l'offerta archeo - paleontologica dell'isola piatta. Probabilmente sarà realizzata una copertura alla Villa romana di Agrippa, in modo da migliorare la fruizione al sito a monte della spiaggia di Cala San Giovanni. Saranno aperte nuovi "stazioni", archeologiche e i percorsi comprenderanno anche la visita agli scavi nella grotta di Cala di Biagio e presso altre grotte naturali disseminate sull'isola. «Su Pianosa non partiamo da zero racconta Zanichelli ma occorrerà un po' di tempo in più per apportare le novità. Contiamo di arricchire i percorso a partire da luglio».