Viareggio: inedito viaggio alla scoperta degli spazi privati e più intimi del Maestro grazie al recupero dell'ultima abitazione di Giacomo Puccini che torna ad essere un patrimonio fruibile VIAREGGIO. La Villa di Turandot, quella dove Giacomo Puccini compose la sua ultima opera prima di morire, è un tuffo al cuore. Per le condizioni in cui è stata ridotta e per la sua straordinaria bellezza. Nonostante tutto. Soprattutto. Non è solo questione di architetture, di scelte modernissime nell'allestimento degli spazi interni ed esterni il giardino aveva un impianto di irrigazione e il grande bagno del maestro e della moglie Elvia era già dotato del doppio lavandino ma il fatto che queste mura c'è l'anima del maestro, il suo carattere e le sue abitudini. C'è Puccini uomo e artista che nel 1915 decide di comprare un terreno per costruire la sua casa vicino alla pineta di Viareggio: andrà a viverci nel 1921 e partirà da qui, sena far più ritorno, nel 1924. La villa che si affaccia su quella che oggi è piazza Puccini, tra la pineta e il mare, è un tesoro mai dimenticato ma certamente a lungo, troppo a lungo abbandonato. Al centro di un lungo contenzioso legato all'eredità del Maestro e oggi di proprietà della Fondazione Puccini di Lucca la villa, spoglia degli arredi e ritrovata in condizioni quasi più simili a una discarica che a una prestigiosa dimora signorile, ha riaperto le sue porte. Per un giorno soltanto. Per ora. Perché il progetto di renderla fruibile al più presto alla cittadinanza e ai turisti,ristrutturarla, valorizzarla a fini culturali e turistici c'è, è partito. Richiederà denaro e tanto lavoro. Ma la restituzione di questo patrimonio alla collettività è, per così dire, ormai a un passo. La "Villa di Turandot" per la prima volta aperta al pubblico - Cominciato il recupero dell'elegante villa dove Puccini visse tra il 1921 e il 1924, oggi di proprietà della Fondazione Puccini di Lucca. Svuotata e per lunghissimi anni in abbandono resta un eccezionale gioiello architettonico che racconta non solo il carattere e le abitudini del Maestro ma anche l'epoca nella quale ha vissuto. 1970 La villa ieri. Progettazione e realizzazione della villa sono dell'architetto Vincenzo Pilotti, docente all'Università di Pisa, e dell'ingegnere Federigo Severini. Nel 1919 si apre il cantiere ne i lavori vanno avanti per circa due anni. La villa, a pianta articolata, è formata da un piano nobile e da un piano seminterrato occupato da vani di servizio e dallo studio del Maestro. La facciata principale, prospiciente via Buonarroti, è connotata da un avancorpo costituito da un portico aperto a veranda con pilastri in pietra e transenne in legno al quale si accede da una scala monumentale a doppia rampa. I prospetti sono qualificati da un paramento in mattoni e pietre 'a vista' che incorniciano una serie di porte e finestre architravate e archivoltate a sesto ribassato. I prospetti nord ed est sono ornati, nella fascia di coronamento al sottotetto, da formelle in gres ceramificato a lustro raffiguranti maschere ed elementi decoratori in rilievo. All'interno la distribuzione degli ambienti, corredati originariamente da un moderno impianto di riscaldamento a radiatori, risultava ordinata e funzionale alle esigenze del Maestro: una scaletta interna in legno collegava la camera con lo studio, nel piano seminterrato, ammobiliato da due poltrone ai lati del caminetto e - affidandoci alla descrizione di Guido Marotti, che quella casa frequentava quotidianamente - da "... tavolino col panno verde, il pianoforte Steinway a coda [che oggi è conservato nel Museo casa natale di Lucca], coperto di damasco e da un sacco di cose ... tutti i ninnoli che erano a Torre ... dallo studio, per una porticina a vetri opachi, si accede al salotto, in cui domina il rosso: un divano angolare coi cuscini rossi e le pareti tappezzate di rosso ... mobili di colore scuro, tono antico". Il giardino, corredato da un sofisticato sistema di pioggia artificiale, doveva costituire nella sua conformazione caratterizzata da alberi ad alto fusto, pini e lecci, un'ideale prosecuzione con la pineta di fronte. Sul lato nord ancora una lapide porta il 7 dicembre 1924. "La comunità di Viareggio promette di costudire consacrati a GIACOMO PUCCINI e casa e bosco che furono reggia e giardino alla splendente regina Turandot".Ai bordi della lapide sono istoriati i titoli di Le Villi e di Turandot, inizio e compimento dell'opera di Giacomo Puccini. La villa oggi. La Fondazione Giacomo Puccini entra in possesso della Casa di Giacomo Puccini al Marco Polo alla fine del luglio 2014. Dopo che la proprietà della Villa è stata definitivamente attribuita alla Fondazione Puccini grazie a un atto di transazione stipulato con l'Agenzia del Demanio nell'aprile 2012, a seguito di una sentenza del Tribunale di Firenze che nel 2008 aveva riconosciuto la validità del legato del testamento di Rita Dell'Anna (la nuora di Puccini già donatrice della Casa natale). I primi sopralluoghi hanno messo in evidenza: muri scrostati, infiltrazioni d'acqua e di umidità, serramenti mancanti e non funzionanti, canale completamente colme di terra, pigne e pinugliori, canali di scolo e tombini totalmente ostruiti, molte stanze completamente ostruite da elettrodomestici, da centinaia di vasi e vasetti di colore, da rimasugli di mobilio e da elettrodomestici, pareti disegnate e scritte, pezzi di tende abbandonati, sporcizia disseminata in ogni angolo della casa, una Vespa abbandonata. Lo stato in cui versava la Villa al momento del definitivo passaggio di consegne alla Fondazione è stato opportunamente documentato, fotografato e filmato. In sintesi è possibile affermare che la casa non era stata oggetto da molti anni di manutenzione ordinaria e straordinaria. La Fondazione Giacomo Puccini, svolte le necessarie perizie, le dovute disinfestazioni per la sicurezza dei lavoratori, le verifiche statiche e ottenute le autorizzazioni dagli enti preposti - Comune di Viareggio e Soprintendenza -, con voto unanime del Consiglio e stanziando il budget, ha intrapreso un'azione di pulizia che è in fase di ultimazione. Tutto l'interno è stato svuotato dai rifiuti anche grazie all'attiva collaborazione con la Sea. Finestre e porte sono state rimesse in sicurezza per evitare il rischio di intrusione da parte di estranei. Il giardino è stato ripulito da piante ed arbusti: le canaline di scolo stanno riaffiorando, i camminamenti in mattoncino rosso e le aiuole sono tornate visibili. I lavori stanno continuando per ridare un po' di quel decoro che l'ultima dimora voluta e pensata da Giacomo Puccini merita. 18 aprile 2015
Il Tirreno
18 Aprile 2015
TOSCANA - La Villa di Turandot si apre alla città
VA
Valentina Landucci
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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