Marta Herling - Myriam Pilutti Narner Segretario generale e borsista Istituto per gli studi storici Guardiamo all'incontro del Sabato delle idee di stamattina attraverso il titolo e le parole che lo compongono, per poi soffermarci su alcuni punti del programma. I "nostri beni culturali" indicano il senso di appartenenza e di condivisione del patrimonio ereditato dai secoli passati, affidato al nostro presente per essere proiettato sempre intatto e soprattutto vivo e vegeto nel futuro che riguarda noi e in primis le giovani generazioni che lo plasmeranno con le loro scelte, ideali, inclinazioni e sensibilità. "Nostri" non è senso esclusivo di proprietà , cura, tutela e gestione, ma allude alla comunità in cui ci riconosciamo e che non è solo locale, territoriale o nazionale, ma umana nel significato con cui l'Unesco ha definito il "patrimonio dell'umanità" attribuendone di volta in volta il titolo a singoli siti archeologici, monumentali, artistici e storici. "Nostro" ci rinvia all'immagine in cui ci specchiamo, nella storia e nel concreto quotidiano vivere, del Mare che ci circonda: culla della civiltà e fontevia di scambi, uomini e merci. Le "nuove frontiere" rappresentano gli strumenti con i quali preservare i beni culturali ereditati dal passato, dare ad essi dignità di esistenza e a noi la possibilità di conoscerli, ammirarli e perché no, usarli nel tempo libero e nei ritmi del lavoro e delle professioni. Ad esse per forza di cose contribuiscono le nuove generazioni alle quali l'incontro di oggi si rivolge. Perché il nesso fra i "nostri beni culturali" e le "nuove frontiere" è da una parte nell'innovazione tecnologica intesa come via naturale e obbligata da percorrere, dall'altra nei giovani laureati e dottori di ricerca che per età, predisposizione e facilità nell'uso dei linguaggi informatici-tecnologici, guardano al futuro di noi tutti con l'aspirazione vitale ad esserne artefici e protagonisti, e con la responsabilità che ci assegnano di non essere perduti nelle strade della disoccupazione o dell'emigrazione oltre confini e oltre oceano. Per il programma segnaliamo gli aspetti che conosciamo per aver dato ad essi il nostro contributo. Una riflessione sui modelli di governance per la gestione diretta e indiretta di beni culturali che si propone di illustrare, in una prospettiva concreta che non rinunci alla componente ideale, le principali forme di governance per la gestione del patrimonio culturale nazionale: attraverso le peculiarità del dibattito contemporaneo; le osservazioni sulle forme di gestione pubblica, privata e mista; la necessità di sinergie tra forme di governance diverse per l'elaborazione di un modello nuovo ispirato alla organizzazione gerarchica (hierarchy organization) e ramificata (network organization); la proposta di un primo possibile modello anche attraverso esperienze già esistenti . Fra queste un esempio concreto di riferimento verrà indicato nella forma di gestione attuata fin dalle origini, dall'Istituto italiano per gli studi storici. L'altro che sarà presentato fra le testimonianze, è il Polo digitale: progetto pioneristico a Napoli e in Campania, realizzato da Deputazione della Cappella del tesoro di San Gennaro, Fondazione "Biblioteca Benedetto Croce", Istituto Italiano per gli Studi Storici, Pio Monte della Misericordia e Società Napoletana di Storia Patria col bando della Regione Campania finanziato dall'Unione Europea - nell'ambito delle misure adottate dalla Regione fin dal 2009 per la "digitalizzazione e messa in rete di archivi e biblioteche pubblici e privati". Il finanziamento europeo (POR FESR 2007-2013 Obiettivo Operativo 1.10 "La cultura come risorsa") ha consentito a cinque prestigiose istituzioni partenopee depositarie di esperienze e patrimoni documentali, librari e museali, di creare una raggiera convergente su un Centro che consenta l'erogazione di servizi innovativi per la digitalizzazione e la divulgazione sul web di beni culturali. Una rete lungo il percorso tracciato dal Maggio dei monumenti 2014 che il Comune di Napoli ha dedicato a Storie e leggende napoletane di Benedetto Croce: Archivi, Biblioteche, Fondazioni, Società storiche e Accademie della città con il contributo di scuole, cittadini, studenti, illustri docenti universitari e studiosi, attori e registi, hanno fatto allora condividere il nostro patrimonio culturale e reso omaggio a un'opera e magistero che a distanza di un secolo rappresentano una pietra miliare del cammino che l'Italia ha percorso per la tutela, la valorizzazione dei beni culturali e per la "lunga guerra per l'ambiente contro il degrado civile". Richiamandoci qui a due titoli classici: di Elena Croce (che viene ora ripubblicato, nel centenario della nascita) e di Salvatore Settis (che a questa nuova edizione ha scritto la prefazione).
Nuove frontiere dei beni culturali: Istituti in rete
L'incontro del Sabato delle idee ha trattato il tema dei "nostri beni culturali" e le "nuove frontiere" per la loro preservazione e valorizzazione. Il segretario generale dell'Istituto per gli studi storici, Marta Herling, ha sottolineato l'importanza di questi beni culturali per la comunità umana e per le giovani generazioni. Ha anche evidenziato la necessità di sinergie tra forme di governance diverse per la gestione del patrimonio culturale nazionale. L'incontro ha presentato anche un esempio concreto di gestione attuata dall'Istituto italiano per gli studi storici e un progetto pioneristico a Napoli e in Campania per la digitalizzazione e messa in rete di archivi e biblioteche pubblici e privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo