Festa il 2 maggio al Castello, otto giorni di ingressi gratuiti «Questa Pietà parlerà al mondo». Filippo Del Corno, è emozionato e fiero. È stata «un'impresa titanica», ammette il direttore della Soprintendenza del Castello, Claudio Salsi. Ma ora il capolavoro di Michelangelo, trovato il giorno della sua morte, il 18 febbraio 1564, ha una nuova casa ed è nelle condizioni ottimali per essere apprezzato da cittadini e turisti provenienti da ogni angolo del pianeta. Sarà proprio il neonato Museo della Pietà Rondanini a dare l'avvio, con una grande festa al Castello sabato 2 maggio, il cartellone di iniziative sotto l'ombrello di «Expo in città». L'inaugurazione è fissata per le 11, mentre dalle 14 alle 23 il Museo resterà aperto alla città e sarà ad ingresso gratuito fino a domenica 10 maggio. Ieri è stato il giorno dell'anteprima. La squadra che ha creduto e lavorato senza sosta al progetto di trasloco nell'antico Ospedale spagnolo ha raccontato «fatiche e passioni» di tre anni. Era il settembre 2012, ricorda Salsi. Una sera l'ex assessore alla Cultura, Stefano Boeri, arrivò con i suoi collaboratori per vedere lo spazio. «E restarono a bocca aperta». Sede trovata, finalmente. Quel luogo in abbandono da tempo, destinato durante l'occupazione spagnola ai soldati malati di peste, calzava a pennello. Muri intrisi di sofferenza, affreschi con le parole del Credo. Tutto perfetto per accogliere la Pietà. La macchina è partita ma non è stato facile. «La mia struttura ha dato il sangue per questo lavoro», dice il soprintendente del Castello, l'idea dell'Ospedale si deve a lui. Comune, Fondazione Cariplo (che ha finanziato la ristrutturazione delle sale), Camera di Commercio, Politecnico e Ministero dei Beni culturali si sono messi insieme per arrivare al risultato. «Questo progetto segnala l'assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza è stato possibile grazie a un grande lavoro di collaborazione tra pubblico e privato». L'operazione trasloco dalla Sala degli Scarlioni è costata oltre due milioni di euro. «Eravamo sotto gli occhi del mondo dice Salsi perché maneggiavamo l'opera più popolare di Michelangelo ed è stata una grande responsabilità». Il nuovo allestimento, con una prospettiva che ribalta completamente la visione (entrando i visitatori scoprono la scultura di spalle) è stato pensato dall'architetto Michele De Lucchi, che confessa di essersi «convertito» al progetto vedendo l'Ospedale. Prima aveva detto no. «L'emozione sarà anche di ripensare a quel luogo riflette in cui gli ammalati stavano a terra. Nel punto in cui c'è la statua ( posizionata su una pedana antisismica e antivibrazioni, ndr ) c'era probabilmente l'altare. Senza medicine i malati potevano solo pregare». Anche il sindaco, Giuliano Pisapia, è orgoglioso: «La Pietà Rondanini è pronta ad accogliere e affascinare milioni di visitatori».