Pronti i fondi. Franceschini al congresso del Fai: via alla ricostruzione, poi ospiterà spettacoli unici ROMA. Il 19 Convegno del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, è la platea ideale per un annuncio del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini: «Ricostruire l'arena del Colosseo com'è stata fino all'Ottocento è un modo per tutelare il monumento, per renderlo più accessibile e più comprensibile ai visitatori, e lo faremo. Si possono fare rappresentazioni uniche al mondo, con diritti tv sufficienti per restaurare tutta l'area archeologica centrale». E poi Franceschini chiarisce una volta per tutte, citando l'articolo 9 della Costituzione, che «tutela e valorizzazione non devono e non possono essere in contrasto, una certa cultura ideologica ha sostenuto che la valorizzazione sia sinonimo di distruzione. Falso. Non è così». In quanto al rapporto pubblico-privato ha annunciato che presto le associazioni non profit potranno gestire siti culturali per i quali lo Stato non ha più risorse. E poi, tra gli applausi della platea, ha quasi gridato: «Italiani iscrivetevi al Fai, ogni successo del Fondo è un successo per il Paese». Sicuramente qualche statalista-moralista lo iscriverà d'ufficio tra gli accoliti del culto privatistico, ma l'aria tra Stato e privati comincia a finalmente a cambiare sul serio. Ieri l'assessore alla Cultura del Campidoglio, Giovanna Marinelli, ha annunciato un tavolo Fai-Campidoglio per la futura gestione della splendida Villa di Massenzio, un complesso unico al mondo. E in parallelo il presidente del Fondo, Andrea Carandini, ha confermato la donazione da parte di Liliana e Bruno Collalvo di 150 ettari di pascolo e bosco d'alta quota a Quero, in provincia di Treviso, tra la cima del Monte Solarol e quella del Monte Fontana Secca, un terreno dove si trovano antichi fabbricati rurali ma anche trincee e malghe risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Per Carandini «il Fai è fiero di curare questo lembo di patria da conoscere e raccontare: la Grande Guerra va ricordata, per sempre e per tutti». La fondatrice e presidente onorario del Fondo, Giulia Maria Crespi, ha elencato i disastri ambientali del Pianeta e si è augurata che un angelo custode «suggerisca all'orecchio di papa Francesco di far pregare anche perché si abbia misericordia della Terra». Il presidente del consiglio superiore dei beni culturali Giuliano Volpe, che guida la commissione paritetica tra il ministero e il Campidoglio è pronto a far partire, entro alcuni mesi, le gare d'appalto: «I fondi sono già disponibili. L'obiettivo è ricostruire in maniera corretta i luoghi dove si svolgevano i giochi gladiatori. Bisogna evitare i conservatorismi nella tutela».
Al Colosseo l'arena come al tempo dei gladiatori
Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ha annunciato che il Fondo Ambiente Italiano (Fai) sarà coinvolto nella ricostruzione dell'arena del Colosseo, con l'obiettivo di renderla più accessibile e comprensibile ai visitatori. Franceschini ha anche affermato che la valorizzazione dei siti culturali non è sinonimo di distruzione, ma piuttosto di tutela e valorizzazione. Il Fai sarà anche coinvolto nella gestione di siti culturali per i quali lo Stato non ha più risorse, e il presidente del Fai, Andrea Carandini, ha annunciato una donazione di 150 ettari di pascolo e bosco a Quero, in provincia di Treviso.
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