«Restaurare il ponte di Rialto? È un obbligo morale». Mr Diesel Renzo Rosso ha aperto ieri i cantieri a Venezia. VENEZIA. Ha ammirato i restauratori che posizionavano sottili garze di carta giapponese sulla balaustra, ha voluto sapere tutto sul restyling di Rialto e, emozionato come se fosse una sfilata della sua Diesel, Renzo Rosso ha esordito: «Speriamo che venga bellissimo e che nei cantieri non ci sia corruzione». Ieri il «papà» dei jeans più venduti al mondo è volato a Venezia in elicottero dall'Università Tor Vergata (Roma), dove alle 11 è stato insignito di un dottorato in marketing. Voleva essere presente all'avvio dei cantieri sul ponte fotografato da milioni di turisti. D'altronde, senza la sua sponsorizzazione di 5 milioni di euro, i lavori non sarebbero mai partiti. «Sono un imprenditore di successo, è un mio dovere restituire qualcosa alla collettività», ha spiegato. Le maxi affissioni sui cantieri, a cui la sponsorizzazione dà diritto, non riprodurranno il logo di Diesel o di Only the brave (Otb), il gruppo a cui fa capo Diesel e che finanzia il restauro, ma i manifesti di una mostra. «Organizziamo con Marni, il mio brand del lusso democratico, una mostra durante la Biennale d'arte all'abbazia di San Gregorio - ha detto - il suo manifesto sarà la prima campagna pubblicitaria sul ponte». Davanti alle grandi impalcature di Rialto Rosso è stato un fiume in piena ieri. «È stato fantastico parlare con i giovani oggi (ieri, ndr ) a Roma - ha raccontato - sono sangue vergine, la fertilità dell'Italia non come quei vecchi corrotti con la pancia che pensano solo ai loro interessi». E nel frattempo i restauratori di Lares, l'azienda che con Lithos e Setten si è aggiudicata l'appalto, non si sono mai fermati. «Abbiamo un anno e mezzo, dobbiamo essere sempre qua - ha spiegato Mario Cherido, di Lares - avremo quattro squadre al lavoro giorno e notte». Al calar del sole, arrivano gli operai con i ponteggi, all'alba gli esperti in restauro. I 500 anni di Rialto si stanno facendo sentire e ci sono molti acciacchi da sistemare. La pietra d'Istria si sgretola e cadono frammenti, i pavimenti vanno restaurati ed impermeabilizzati con una guaina liquida che protegga il manufatto da sé stesso. Mattoni e pietra trasudano infatti sali che, in termini tecnici, si chiamano di ricristallizzazione e producono quelle chiazze bianche che si vedono sull'arcata. Sul lato del palazzo dei Camerlenghi, sede della Corte d'appello, ci sono problemi statici da sistemare. Inoltre, i lastroni dell'arcata nascondono centinaia di cavi dei sottoservizi e va capito quali servono e quali si possono eliminare senza tagliare la luce o altre utenze a negozi e case. Per fortuna, non va eliminata la fuliggine. «È stata pulita, malamente, nel 1975 - ha detto Cherido - la pietra non è di grande qualità, a fine '500 dalle cave istriane si era già estratto il prodotto migliore». I cantieri sono iniziati sul lato della sede dell'ex Magistrato alle Acque ma Lares spera di insediarsi anche sul versante di campo San Bartolomio dove ha già tolto parti di pavimenti, che saranno ripuliti e riposizionati. Se alcuni elementi risulteranno irrecuperabili, è stata individuata a Muggia (Trieste) una cava dove recuperare pezzi sostitutivi. Nei lavori, non dovrebbero emergere reperti archeologici se non alle basi di Rialto ma sono già noti e non dovrebbero produrre ritardi. Sono preoccupati per le sorti delle loro attività i 24 commercianti del ponte e si sono riuniti in un comitato per trattare con il Comune: nei prossimi 18 mesi, il ponte sarà parzialmente chiuso e temono il peggio. «Ci sarà qualche sofferenza ma si pensi ai benefici futuri - ha commentato Rosso - in Italia tutti pensano solo al proprio orticello, si bloccano autostrade per un orto, non bisogna più ragionare in questi termini». Rosso ha staccato l'assegno da 5 milioni quando era sindaco Giorgio Orsoni e nell'ultimo anno ha trattato con l'amministrazione commissariale. «Commissari davvero bravi, mi piace quest'Italia che prende i problemi per le corna», ha detto. L'imprenditore è disgustato dalla corruzione della politica ma, per lui, in Veneto ci sono esempi di buon governo. «Non conosco i suoi competitor ma Luca Zaia sì ed è eccellente, l'ho detto anche a Matteo Renzi, dovrebbe metterlo a coordinare le Regioni».
Venezia. Rialto, Rosso apre il restauro. Spinta morale
Ieri è stato inaugurato il restauro del ponte di Rialto a Venezia. Il ponte, che ha 500 anni, è stato restaurato grazie a un'azienda che ha vinto un appalto di 5 milioni di euro. L'imprenditore Renzo Rosso, fondatore di Diesel, ha aperto i cantieri e ha espresso la sua speranza che il restauro sia "bellissimo". Rosso ha anche detto che la sua sponsorizzazione ha permesso di iniziare i lavori. I restauratori hanno iniziato a posizionare sottili garze di carta giapponese sulla balaustra per proteggere la pietra. Il restauro prevede di sistemare problemi statici, pulire la pietra e riposizionare pavimenti.
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