Se ne parlava da settimane, a mezza voce. Un terzo evento artistico di grido, capace di rendere Bergamo la città dell'arte per antonomasia, in fase Expo. Dopo la monografica su Palma il Vecchio in corso alla Gamec, la prima mai dedicata al maestro di Serina, e dopo la riapertura dell'Accademia Carrara, attesa da ben sette anni, cosa poteva essere capace di mandare in fibrillazione gli ambienti culturali cittadini? L'unica certezza: al lavoro era la Fondazione Credito Bergamasco, già promotrice dell'esposizione alla Gamec. Coinvolti il patrimonio artistico (enorme) del Banco Popolare, di cui il Creberg è parte. Ma i dettagli? A lungo le bocche sono rimaste cucite. Ora, la traccia: un vernissage in preparazione, i primi inviti alle istituzioni. Laconico il cartoncino patinato, ma nelle poche indicazioni riportate offre la svolta. L'esposizione misteriosa sarà dedicata ai «Grandi maestri», selezione del patrimonio del Banco. Non solo. Su fondo nero, il dettaglio di un'opera. Ed è tutto più chiaro. Il palazzo del Credito Bergamasco sta per ospitare una delle pietre miliari del divisionismo italiano: la «Maternità» di Gaetano Previati. Quando, nel 1891, venne esposta alla Triennale di Milano insieme a «Le due madri» di Giovanni Segantini, la critica impazzì, tra favorevoli e contrari, tra accuse di bozzettismo e lodi per le qualità visionarie, tra entusiasti e scettici rispetto alla tecnica di scomposizione del colore. La Maternità, dunque. Un'opera grandiosa, anche nelle dimensioni: quattro metri per due. Tra le sue particolarità, lo spessore della crosta pittorica che arriva a quasi cinque centimetri. Si intravede una madre che abbraccia un figlio, angeli adoranti, figure smaterializzate. Previati è discepolo di Segantini, ne eredita il ruolo di caposcuola del divisionismo. Il suo capolavoro arriverà in città da Novara, dove è conservato. E non sarà solo. Qui, però, le «tracce» ufficiali finiscono e filtrano solo indiscrezioni. La mostra si svolgerà dal 7 maggio a fine giugno. In questo modo bergamaschi e turisti avranno a disposizione un'offerta contemporanea di portata senza precedenti: mentre Expo apre a Milano (1 maggio), qui s'incroceranno per due mesi la retrospettiva sul Palma (in chiusura a fine giugno), il debutto della nuova Pinacoteca (apre il 23 aprile), e questo appuntamento a sorpresa. Quanti e quali quadri accompagneranno Previati? Forse una trentina. Il palazzo del Creberg in Largo Porta Nuova non di rado si trasforma in sede espositiva, proprio grazie all'attività della Fondazione. I pezzi d'arte si dividono tra piano terra, primo piano e, a volte, la sala del Consiglio, diventata famosa anche perché si trasforma in atelier di restauro, dove hanno riacquistato lustro tavole di Lotto, Palma, Moroni. Probabilmente, date le dimensioni, la Maternità approderà proprio qui. Sembra che gli spazi saranno utilizzati al completo, da qui la deduzione: la mostra potrebbe comprendere una trentina di pezzi rari. Quali? Di certo, la Santa Cecilia di Guidobono, pure ritratta sugli inviti. Per il resto, difficile avere dettagli. Il patrimonio del Banco è speciale, via via ha incorporato tesori legati a diverse sedi e realtà: si estende cronologicamente dal tardo gotico alla contemporaneità e geograficamente dalla terra orobica a Verona, Lodi, Roma, Napoli. Tesori che fino a ora erano stati visibili, parzialmente, sede per sede. Tra le particolarità dell'evento, sembra esserci anche questo: la convergenza, inedita, di tante opere su un'unica città. Bergamo.
Expo divisionista. La Maternità di Previati nella sede Creberg. L'evento a sorpresa dopo Palma e Carrara
La Fondazione Credito Bergamasco sta organizzando un evento artistico a Bergamo, che sarà una delle pietre miliari del divisionismo italiano. L'esposizione, che si terrà dal 7 maggio a fine giugno, sarà dedicata ai Grandi maestri del divisionismo e includerà opere di Gaetano Previati, tra cui la sua famosa "Maternità". La mostra sarà ospitata nel palazzo del Credito Bergamasco e sarà accompagnata da altre esposizioni, come la retrospettiva sul Palma il Vecchio e il debutto della nuova Pinacoteca. La mostra potrebbe includere una trentina di pezzi rari, tra cui la "Santa Cecilia" di Guidobono.
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