IL TIRA e molla è finito dopo mesi di incertezze: mai una data che fosse una, rimpalli di natura burocratica e appelli lanciati in nome della conservazione del fragile disegno: l'Autoritratto di Leonardo da Vinci alla fine sarà esposto al pubblico durante il periodo dell'ostensione della Sindone. Lo sarà da venerdì 24 aprile, nella Sala del Senato di Palazzo Madama. Sicuramente una data giunta all'ultimo, quasi a sorpresa, e finora mai comunicata ufficialmente, tanto che quando ieri ne sono stati informati gli albergatori, convocati dal sindaco Piero Fassino per fare il punto sull'accoglienza in città nei prossimi mesi "caldi" per il turismo in città, i presenti hanno storto il naso: «Possibile che non si riesca ad avere una programmazione di medio termine sugli eventi culturali?» ha lamentato il presidente di Federalberghi, Alessandro Comoletti. «In questo modo - ha aggiunto Comoletti - è difficile comunicare in tempo ai tour operator e ai nostri clienti l'esistenza di questi eventi di grande attrattività e preparare pacchetti turistici che consentano anche a chi vuole venire dalla Cina di prenotare in tempo un viaggio. La data di un appuntamento così importante come l'esposizione dell'Autoritratto non si può venire a sapere con una settimana di preavviso. Doveva conoscersi almeno con tre mesi di anticipo». E invece è così, e anche gli albergatori - rappresentati ieri da Federalberghi, Ascom e Aica, mentre Confesercenti, offesa per l'invito in corner, non si è presentata - dovranno farsene una ragione. Torinesi e visitatori in città per l'ostensione, o sbarcati dall'Expo, potranno ammirare la celebre "sanguigna" - un'icona laica, quasi un'interfaccia rispetto alla Sindone - in uno spazio più adatto al grande pubblico, quello di Palazzo Madama, rispetto al caveau sotterraneo della Biblioteca Reale, dove nei mesi scorsi era stata ammirata da 13mila visitatori. Termina così una vicenda che aveva fatto temere, per problemi di tipo burocratico e conservativo, di non poter esporre in un periodo di grande afflusso turistico uno dei massimi tesori delle collezioni sabaude. La prima ipotesi di portarla, per il periodo dell'ostensione, a Palazzo Reale ha poi ceduto il campo, in un periodo di avvicendamenti al vertice del Polo, alla seconda, quella di Palazzo Madama che si è infine concretizzata, grazie soprattutto all'interessamento del sindaco Piero Fassino presso il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Un'iniziativa che ha visto impegnati anche la presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni, e la direttrice di Palazzo Madama, Enrica Pagella, oltre a Giovanni Saccani, responsabile della Biblioteca Reale, nelle cui preziose raccolte l'Autoritratto è custodito. (g.guc. e m.pag.)