DAVANTI agli occhi i monumenti archeologici che hanno fatto la storia di Roma, sotto ai piedi: voragini e crepe. Perché in qualsiasi quartiere - tra Trastevere, Testaccio e Monti - si passi, la situazione è la stessa. Su viale Trastevere, dalla stazione e fino a Ponte Garibaldi, sono circa una cinquantina le buche-incubo su cui sono costretti a passare scooteristi e automobilisti, ma anche nei vicoli e nelle piazze interne la situazione non cambia: via di Santa Bonosa e piazza del Drago presentano sanpietrini così sconnessi che in alcuni punti sembra che il terreno stia inghiottendo parte del lastante, come fosse una piramide al contrario. A piazza Trilussa, dove al problema della sosta selvaggia si è aggiunto ormai da tempo anche quello delle buche, ci sono voragini «da mesi, che nessuno viene mai a riparare - spiegano alcuni commercianti di piazza San Giovanni della Malva - nono- specialmente il week end, ci sia moltissimo movimento ». E non solo di giovani, specificano, «ma anche di forze dell'ordine e politici, che però non si rendono conto della situazione o forse fanno finta di non vedere». E i casi più gravi sono quelli di piazza Sidney Sonnino, che presenta più buche di quante sono le decine di metri quadrati che la compongono, e via Gerolamo Induno. Qui col passare del tempo - e dei numerosi autobus (3B, 44, 75, N19) - l'asfalto che rattoppava le voragini create dai sampietrini dissestati si sgretola in continuazione, obbligando le due ruote a uno "slalom-urbano", mentre gli automobilisti difficilmente possono evitare la congiura. Spostandosi a Testaccio la situazione non cambia. Via Marmorata presenta strade a pelle di coccodrillo, mentre nella frequentatissima via Galvani - uno dei centri nevralgici della movida capitolina - le voragini sono così profonde che costringono austricato, tomobilisti e motociclisti a rallentare per tentare di evitarle. Stessa sorte per l'interno: da piazza di Santa Maria Liberatrice a via Pietro Querini, fino a via Antonio Cecchi e a via Giovanni Branca, è impossibile non incontrare buche. Stesso discorso per il rione Monti, che presenta terribili avvallamenti con splendida vista Colosseo e Fori Imperiali. Qui, proprio davanti a hotel a quattro stelle, osterie e ristorantini tipici, turisti e residenti lamentano l'assenza di un manto stradale degno di un quartiere così centrale, dove il rischio di inciampare è sempre in agguato. È quanto accade in via Tor Dè Conti, come in via della Madonna dei Monti, in via dell'Agnello e nel primo tratto di via Urbana, mentre la salita del Grillo sembra essere «lo scenario perfetto per una competizione di motocross - spiegano due passanti - tra collinette e buche profonde».