L'INTERVENTOPATRIZIA ASPRONI,PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE TORINO MUSEI IL PROTRARSI delle polemiche sulla riduzione temporanea dell'orario della Biblioteca dell'Arte dei Musei Civici ci spinge a tornare sull'argomento, pur avendo già in più sedi chiarito modalità, obiettivi e specifiche della temporanea e parziale - si rende necessario ribadirlo limitazione del servizio, trasformata, con una certa quota di superficialità e a danno della corretta informazione dei cittadini, in chiusura. Ecco quindi il primo elemento su cui tornare a fare chiarezza: la Biblioteca non chiude, ma cambia - per un periodo limitato - orario di apertura. Secondo essenziale chiarimento: le ragioni sottostanti la scelta non sono in alcun modo esito di razionalizzazione selvaggia, taglio indiscriminato o volontà politica di sacrificare un patrimonio di cui la Fondazione Torino Musei ha piena consapevolezza: sarebbe peraltro del tutto incoerente con la visione sostenuta dalla Fondazione stessa, che è da sempre di valorizzazione e non certo di indebolimento culturale. Le motivazioni sono piuttosto legate al necessario, e non più differibile, riordino della Biblioteca, alla verifica delle condizioni della struttura- che versa in condizioni di rischio - nonché della sua dotazione digitale, nella prospettiva di un miglioramento dell'offerta agli utenti, anche in vista della prossima integrazione tra Gam e Castello di Rivoli. Riteniamo che con un maggior grado di approfondimento e con minor pregiudizio, chi oggi lancia appelli accorati dovrebbe prendere atto che la Fondazione sta procedendo ad un' analisi delle condizioni di conservazione, rilevando che il patrimonio della Biblioteca e la sua fruizione versano in una situazione di criticità cui bisogna con urgenza porre rimedio. Lo stato dei locali in cui sono conservati i libri che li espone a possibili danni, la scarsezza e l'obsolescenza dei supporti tecnologici, per esempio: sono queste, a nostro avviso, le reali minacce all'efficienza e alla stessa natura pubblica del servizio, che risiede soprattutto nella sua capacità di raggiungere una utenza più ampia di quella attuale, promuovendo anche presso di essa il diritto all'accesso al patrimonio della Biblioteca. Non solo conservandolo per gli attuali frequentatori. Per farlo, una struttura pubblica ha bisogno di migliorare in termini di efficacia ed efficienza valutando variabili come le modalità e l'andamento della fruizione, le caratteristiche dell'utenza reale e potenziale, i servizi offerti e i costi sostenuti con denaro della comunità tutta. Non si tratta di sottrarre risorse, ma di reinvestire nella direzione ci auguriamo condivisa - di rendere un servizio migliore per tutti. Con tecnologie più efficienti, spazi migliori, iniziative che coinvolgano un maggior numero di studiosi, studenti, cittadini interessati. Con un maggior collegamento con gli altri poli culturali della città, musei in primis. Solo secondo una visione di breve periodo tutto questo può essere considerato un danno per l'attuale - e purtroppo in diminuzione- numero di frequentatori della Biblioteca. Solo secondo una prospettiva parziale si possono rendere l'aggiornamento dei cataloghi e le nuove acquisizioni secondarie rispetto al ripristino dell'orario di servizio. Con più informazione e lungimiranza - e forse con meno ansia mediatica - si comprenderebbe invece il valore per l'intera comunità di un progetto di reale modernizzazione della struttura rispetto al quale sarebbe ideale il massimo della collaborazione possibile, piuttosto che gli sterili lai e la vuota e ideologica contrapposizione." (l'autore è presidente della Fondazione Musei di Torino)
TORINO - Asproni: renderemo migliore la biblioteca della Gam
La Fondazione Torino Musei ha chiarito che la Biblioteca dell'Arte dei Musei Civici non chiuderà, ma cambierà il suo orario di apertura per un periodo limitato. Le ragioni della scelta sono legate al necessario riordino della Biblioteca, alla verifica delle condizioni della struttura e della sua dotazione digitale. La Fondazione sta procedendo ad un'analisi delle condizioni di conservazione e rilevando che il patrimonio della Biblioteca e la sua fruizione versano in una situazione di criticità. La struttura pubblica ha bisogno di migliorare in termini di efficacia ed efficienza per raggiungere una utenza più ampia.
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