SOTTO processo erano finiti perché avevano praticato due fori su un muro di uno stabile che si affaccia su piazza Mercantile e che è sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza. Il dibattimento, però, non ci sarà. Per la prima volta a Bari, infatti, il giudice monocratico Anna Perrelli ha dichiarato la tenuità del fatto, istituto introdotto con un decreto, entrato in vigore il 2 aprile e voluto per smaltire il carico dei tribunali. Il beneficio si applica a coloro che hanno commesso reati puniti con pena detentiva non superiore nel massimo a 5 anni qualora venga accertata un un'offesa di particolare tenuità, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno. Il processo in questione riguardava tre imputati, accusati di aver praticato due piccoli fori sul muro di un palazzina, costruita nel 1939 e per questo sottoposta a vincolo, per l'installazione dei tubi di una caldaia. Erano stati i tecnici della polizia edilizia del Comune, dopo una segnalazione della Soprintendenza, a rilevare l'abuso. Gli imputati non avevano infatti alcuna autorizzazione per installare tubi e caldaia e soprattutto avevano violato i vincoli architettonici. Il caso è così approdato in procura e i tre erano stati destinatari di un decreto penale di condanna contro il quale hanno presentato ricorso. Così la storia del piccolo abuso edilizio è finita in un'aula di giustizia. Dinanzi al giudice monocratico Perrelli avrebbe dovuto tenersi un processo. Nel frattempo, però, i tre hanno pagato la sanzione amministrativa e soprattutto hanno ripristinato lo stato dei luoghi, rimuovendo i fori e non installando alcun tubo o caldaia. Circostanze che i legali Gaetano Veneto, Emanuela Sborgia e Marilena Marrazzo hanno rappresentato al giudice e che hanno pesato nella decisione di dichiarare la tenuità del fatto. Prima che il processo entrasse nel vivo, il giudice monocratico ha redatto una sentenza spiegando come nel caso in questione possa applicarsi il nuovo istituto. Nel procedimento era costituita come parte civile un'altra comproprietaria della palazzina che, ora, potrà rivalersi in sede civile. Il nuovo istituto, al centro anche di alcune polemiche, è stato introdotto per ridimensionare il pesante numero di procedimenti penali. Al Tribunale di Bari, dinanzi al giudice monocratico, in una giornata di udienze, spesso sono iscritti anche più di cinquanta procedimenti. Cause diverse che richiedono molto tempo con la convocazione e l'audizione di testimoni ed imputati. E molto spesso al centro dei procedimenti ci sono reati lievi commessi da imputati che non hanno mai avuto problemi con la giustizia. L'entrata in vigore del decreto sulla tenuità del fatto dovrebbe velocizzare la macchina della giustizia, evitando processi per casi non particolarmente gravi. Potrà essere lo stesso pubblico ministero infatti a chiedere l'archiviazione per gli episodi che rientrano in quelli previsti dal nuovo istituto.
Due fori nel muro? "Tenuità del fatto" scatta l'assoluzione è la prima volta
Un processo a Bari è stato archiviato per la prima volta grazie all'introduzione di un nuovo istituto, il decreto sulla tenuità del fatto. Il decreto, entrato in vigore il 2 aprile, prevede che i reati puniti con pena detentiva non superiore a 5 anni possano essere archiviati se l'offesa è di particolare tenuità. Il caso in questione riguardava tre imputati accusati di aver praticato due piccoli fori sul muro di un palazzina sottoposta a vincolo. I tre imputati avevano pagato la sanzione amministrativa e avevano ripristinato lo stato dei luoghi. Il giudice monocratico Anna Perrelli ha dichiarato la tenuità del fatto e ha archiviato il processo.
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