IL CASOLE NUOVE RESIDENZE UNIVERSITARIE DOVRANNO INGLOBARLI,NON ABBATTERLI «STO ai gasometri». Fra un po' di anni sarà un modo rapido e veloce per uno studente dell'università per dire ad un amico dove vive. Soprattutto tra i giovani che troveranno un alloggio nelle residenze costruite sull'ex area Italgas, dietro il Campus Luigi Einaudi. Già. Perchè i gasometri non scompariranno e non portanno essere abbattuti. Si tratta di archeologia industriale e dal 2000, da quando Italgas ha lasciato l'area, sono vincolati. «Hanno un vincolo monumentale», sottolinea la neo sovrintendente di Torino, Luisa Papotti. E la sovrintendente aggiunge: «Il Comune non poteva immaginare destinazione migliore per valorizzare quel luogo». Palazzo Civico dovrà tenere conto, nel bando che farà usicre entro l'estate, della presenza dei due gasometri che risalgono agli anni '30. Nei rpospetti e nelle mappe inviate dai due gruppi che hanno manifestato interesse per l'operazione, gli olandesi di Student Hotel, attraverso un fondo di investimento, e i torinesi del gruppo Provvisiero, i gasometri non sono stati considerati come elemento del futuro complesso. Ora dovranno entrare nel progetto e non si esclude che potranno ospitare camere, aree comuni, oppure zone per i servizi, come palestra, lavanderia, zona relax. Gli esempi non mancano. Senza andare a Berlino o aVienna, dove si trovano cinema, teatri ed aree commerciali, anche a Milano Bovisa i gasometri sono entrati a far parte, con il loro carico di significato, della trasformazione urbanistica legata sempre allo sviluppo dell'università. «Quei gasometri spiega Papotti - sono il segno di quanto Torino fosse progredita, una delle prime città ad avere un impianto di illumninazione pubblica. Sono un simbolo dello sviluppo della città». Un punto su cui anche l'assessorato all'Urbanistica è d'accordo. E la Città farà tesoro delle indicazioni che arriveranno dalla sovrintendenza. I due gasometri, che hanno caratterizzato per quasi un secolo il paesaggio urbano di quella parte di Torino, non saranno abbattutti e rientreranno nei 27 mila metri quadri destinati alle residenze universitarie per ospitare cinquecento studenti. «I gasometri rappresentano uno straordinario esempio di archeologia industriale che deve essere valorizzato e sviluppato in coerenza con la nuova vocazione universitaria - sottolinea l'assessore Stefano Lo Russo - le residenze per studenti potranno rappresentare un'ottima occasione per ridare vita ad uno dei luoghi più suggestivi della memoria industriale della città attraverso un'integrazione architettonica dei gasometri sul modello di interventi analoghi già realizzati in molte altre città europee ». Student Hotel e il Gruppo Propvvisiero dovranno considerare l'elemento gasometro nei progetti definitivi. Forse costerà qualche cosa in più, si tratta di una struttura dalla manutenzione complessa, ma l'occasione di utilizzare le gabbie in metallo potrebbe dare agli architetti lo spunto per realizzare un complesso all'avanguardia a due passi dal campus firmato da Norman Foster. L'area avrà anche una parte di servizi per gli studenti, ma non centri commerciali. La trasformazione dell'ex area Italgas si inserisce, oltre che nella realizzazione del nuovo campus Einaudi e delle prime residenze su lungo Dora, anche nella più ampia rigenerazione di tutta l'area Nord, a partire da Variante 200, dove sorgeranno gli spazi commerciali. A due passi, superato il fiume Dora, dalle case degli studenti. (d.lon.)
Gasometri salvi,sono beni di archeologia industriale
Il Comune di Torino ha deciso di non abbattere i due gasometri sull'ex area Italgas, dove saranno costruite le residenze universitarie. I gasometri, vincolati dal 2000, sono considerati un elemento architettonico da valorizzare. Il progetto prevede la costruzione di camere, aree comuni e zone per i servizi, come palestra e lavanderia, all'interno dei gasometri. La trasformazione dell'ex area Italgas si inserisce nella rigenerazione di tutta l'area Nord e nella realizzazione del nuovo campus Einaudi. I gasometri rappresentano uno straordinario esempio di archeologia industriale che deve essere valorizzato.
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