Garella: "Mi auguro che saremo chiamati a dire la nostra" "Non bisogna essere pasdaran ma trovare un punto di intesa" L'INTERVISTA1 SOPRINTENDENTE Luciano Garella, avrà saputo del villaggio turistico sul lungomare. «Non lo so, probabilmente fa parte delle decisioni del mio predecessore ». Ma qual è il suo giudizio in merito? «Se c'è provvisorietà si può fare. Parlo in termini assolutamente generali perché non ho visto progetti: non dobbiamo essere eccessivamente punitivi. Noi speriamo sempre che i tecnici che si occupino di queste cose siano ragionevoli nelle scelte per non creare imbarazzi. Immaginiamo ci debba essere un apporto da parte delle singole amministrazioni con quella serenità che deve essere il loro tratto connotativo». Nessuno l'ha messa al corrente, però. «Può essere un mio problema, ci sono tante cose di cui occuparsi. Atteso che è un bando in itinere, può darsi che il soprintendente Cozzolino avesse deciso di arrivare prima in fondo alla valutazione del progetto. Recito a soggetto perché più di questo non so fare per ora. Mi auguro che nella fase finale saremo chiamati a dire la nostra con quella buona educazione istituzionale che auspico». Lei ha dato un'idea di possibilismo che prima non veniva da Palazzo Reale, parlando di vincoli che non devono ledere la carta costituzionale: «A me hanno insegnato che un vincolo significa che devono essere date indicazioni perché vengano rispettati valori prodromici alla creazione del vincolo. Se lei per separare il bagno dalla cucina fa un tramezzo dentro casa non ho più di tanto da dire. Se una iniziativa non si rivela assurda, villana, ingombrante, non vedo perché la soprintendenza debba essere sempre contro. Leggevo che l'architetto Cozzolino è stato definito "il signor no", probabilmente aveva una visione leggermente differente dalla mia. Io però sono più possibilista verso alcune cose, più fermo verso altre, vedremo di caso in caso. Posso dire che stamattina ho avuto un incontro con l'amministrazione comunale finita con sorrisi e scambio di telefonini». Non avete parlato del villaggio sul lungomare? «Forse perché la settimana che viene ci incontreremo. Mi sta a cuore ristabilire un rapporto di educazione tra le parti, che talora è venuto meno non solo qui, ma in giro per l'Italia. Dobbiamo tener conto che c'è una città che ha delle esigenze». Le polemiche sono sorte perché i gazebo potrebbero ostruire la veduta. «Perché, un gazebo è una costruzione definitiva? Se partiamo dal discorso dei pasdaran che tutto ciò che ombra il mare sia negativo, allora dobbiamo lasciare solo la passeggiata a mare. Tutela significa trovare il punto d'incontro».