Strano non averci pensato prima. Con tutto questo parlare, negli ultimi mesi, della Fondazione per l'Egizio come modello di gestione pubblico-privato da esportare in tutta Italia, sembra che a nessuno sia venuto in mente che proprio l'applicazione di questo innovativo sistema avrebbe potuto salvare un'altra storica istituzione culturale torinese: il Circolo degli Artisti di Palazzo Graneri della Roccia. Ma i giochi - fortunatamente - non sono ancora chiusi. Il Circolo, che avrebbe dovuto chiudere i battenti per sfratto già qualche giorno fa, ha infatti ottenuto una proroga di alcuni mesi per garantire il completo svolgimento delle attività culturali attualmente in corso. La nuova, fatidica data di chiusura è stata fissata improrogabilmente al 15 luglio. Ma i soci del Circolo torinese, tra cui spiccano anche nomi molto noti come quello del sottosegretario Michele Vietti, oltre ad artisti del calibro di Ezio Gribaudo e Francesco Tabusso, non si danno per vinti. E dopo l'incontro della settimana scorsa con gli assessori alla Cultura di Regione e Comune, Gianni Oliva e Fiorenzo Alfieri, preparano nuove strategia di trattativa. «Per adesso, Regione e Comune di Torino ci hanno assicurato la proroga di un mese e mezzo per concludere le attività sociali del Circolo - spiega il vicepresidente Marco Albera - e hanno ipotizzato l'organizzazione, a Palazzo Graneri, di alcune delle attività messe in calendario da entrambe le istituzioni in vista delle celebrazioni per i 150 anni dall'Unità d'Italia». Ma i soci sperano anche in qualcos'altro. «Domani sera si riunirà il Consiglio direttivo - dice Albera - per valutare l'apertura di un nuovo tavolo di trattative». La proposta del Circolo? Seguire il modello della Fondazione per l'Egizio, coinvolgendo nella gestione dell'istituzione culturale di via Bogino enti pubblici e privati. Regione, Provincia e Comune, ma anche le fondazioni ex bancarie. Con in più una bella facilitazione. «Il Circolo degli Artisti è ente morale dal 1857 - spiega il vicepresidente -. Dunque, non ci sarebbe neppure bisogno di creare una fondazione ad hoc, com'è stato per l'Egizio. Basterebbe invece una variazione allo statuto, per consentire la partecipazione alla gestione alle istituzioni e alle fondazioni bancarie che ne fossero interessate, nel pieno rispetto del retaggio storico del Circolo e dell'importante ruolo dei suoi soci nella sua conduzione». Sarà pressappoco questa la linea delle trattative che il direttivo di Palazzo Graneri tenterà di portare avanti da qui al 15 luglio, per evitare la scomparsa di un'istituzione storica come il Circolo degli Artisti. «Non un semplice club di artisti come qualcuno ancora ci vuole fare credere di essere - sottolinea Albera -, ma un'istituzione culturale con una solida storia alle spalle e un patrimonio di quasi cinque milioni di euro. Ma anche una realtà che, in potenza, potrebbe ricoprire un ruolo molto importante nella Torino del futuro. Basti pensare - continua il vicepresidente - a quanto utile potrebbe rivelarsi uno spazio di accoglienza come questo, situato nel cuore della Torino barocca e a pochi passi dai maggiori uffici pubblici, in occasione delle Olimpiadi del 2006».
BENI CULTURALI II modello di gestione dell'Egizio per salvare il Circolo degli Artisti
Il Circolo degli Artisti di Palazzo Graneri della Roccia a Torino ha ottenuto una proroga di alcuni mesi per garantire il completo svolgimento delle attività culturali attualmente in corso. La nuova data di chiusura è stata fissata al 15 luglio. I soci del Circolo, tra cui nomi noti come Michele Vietti, Ezio Gribaudo e Francesco Tabusso, preparano nuove strategie di trattativa con Regione e Comune. La Regione e il Comune hanno assicurato la proroga di un mese e mezzo per concludere le attività sociali del Circolo. Il Circolo propone di seguire il modello della Fondazione per l'Egizio, coinvolgendo enti pubblici e privati nella gestione dell'istituzione culturale.
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