Una biografia ricostruisce la figura della direttrice della biblioteca negli anni 40 Chi frequenta la biblioteca di Brera ma non sa o almeno non ha mai sentito nominare chi è stata la famosa direttrice di questa benemerita istituzione milanese, farà bene a leggere l'ottimo ritratto che ha avuto il merito di farne Luigi Zanzi nel volume appena uscito e intitolato «Storia di Mary Buonanno Schellembrid: la biblioteca Braidense negli anni di guerra dal salvataggio alla ricostruzione» (Hoepli). Nata a Cremona nel 1887 (lo stesso anno in cui Verdi mette in scena «Otello») e scomparsa a Varese nel 1983 (quando Fellini dirige «E la nave va»), il suo principale merito è stato senza dubbio il «salvataggio» di Brera dall'incendio che si era scatenato la mattina dell'8 agosto 1943 in seguito al drammatico, disastroso bombardamento della notte fra il 7 e l'8 agosto. Mary Buonanno era stata chiamata a dirigere la Braidense dal marzo del '42 (dopo oltre un decennio trascorso la testa della Biblioteca Medica di Roma) e ci sarebbe rimasta ininterrottamente fino alla fine del 1954. Proprio il 7 agosto del '43, arrivata nei pressi di Brera, si era accorta che gran parte del palazzo era in preda alle fiamme. Da qui la scelta «eroico-mitica» (come la definisce Zanzi) di tentare un «salvataggio», che l'avrebbe impegnata per mesi, fino al '46, nel trasferimento del materiale librario più prezioso a Pontida, nell'Abbazia benedettina di San Giacomo. Sembra incredibile, o addirittura impossibile: ma il trasloco di circa 170 mila volumi richiese ben duemilacinquecento casse, che solo la straordinaria capacità organizzativa di una direttrice come la Buonanno seppe realizzare. Non basta: la stessa Buonanno fin dal maggio del '45 iniziò la ristrutturazione della biblioteca, installando ben 4.536 metri di nuove scaffalature, sufficienti a sistemare qualcosa come 145mila volumi, e nel novembre del 1951 seppe organizzare anche una mostra dedicata al Manzoni, che venne inaugurata da Luigi Einaudi, allora presidente della repubblica. E forse qualcuno ricorda ancora un vivacissimo articolo di Dino Buzzati, apparso sulla terza pagina del «Corriere» il 25 febbraio del '55, dedicato alla Buonanno, definita «la mite e intrepida signora dai capelli bianchi» mai stanca nel raccontare «di libri e libri».
Mary, la salvatrice della Braidense
Mary Buonanno Schellembrid è stata la direttrice della biblioteca Braidense negli anni 1940. Nata a Cremona nel 1887, è morta a Varese nel 1983. Il suo principale merito è stato il salvataggio di Brera dall'incendio del 1943. La Buonanno è stata chiamata a dirigere la Braidense nel 1942 e ha rimasto in questo ruolo fino al 1954. Nel 1943, ha tentato un salvataggio del materiale librario più prezioso trasferendolo a Pontida. Il trasloco richiedeva 170 mila volumi e 1.500 casse. La Buonanno ha anche iniziato la ristrutturazione della biblioteca nel 1945 e ha installato 4.
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