Il governatore: questo è il mio Piano. Poi tutti sul vecchio treno della Val d'Orcia SIENA. «È una bella giornata», dice il presidente della Regione, Enrico Rossi. «È una bella giornata», ribadisce l'assessore all'urbanistica Anna Marson pochi minuti prima della firma del ministro della Cultura, Dario Franceschini sul Piano del paesaggio. La stazione di Siena è piena di giornalisti e invitati per il doppio evento, la firma di Rossi e del ministro e il viaggio in treno nelle meraviglie della Val d'Orcia, e la soddisfazione del governatore per il sì di Roma all'atto approvato pochi giorni fa dopo mille polemiche è palpabile. «Il Piano del paesaggio è l'atto centrale della legislatura che ci stiamo lasciando alle spalle, un atto che avrà ricadute di grandissimo significato sul futuro che intendiamo costruire per la Toscana dice Rossi, prima di salire sul vecchio treno restaurato Con il Piano del paesaggio abbiamo deciso di alzare un argine contro il brutto, la speculazione e il cemento; per proteggere il volto amato della nostra regione e difendere dal disastro ecologico la bellezza e la dolcezza del nostro paesaggio, che è il più grande valore umano da conservare. È la nostra identità e il migliore investimento per il futuro». Il ministro ieri ha firmato l'atto di co-pianificazione, frutto anche delle giornate romane di Rossi e di Marson con i tecnici del ministero, culminate nell'emendamento-Rossi, votato in aula, e dell'equilibrio trovato dopo gli strappi nel Pd e le perplessità di Marson. Il governatore aggiunge: «Non era facile arrivare in fondo e noi ci siamo arrivati con un'ampia maggioranza, compresa la sinistra estrema. La discussione c'è stata, come era normale vista l'importanza della norma e io sono soddisfatto: questo è il Piano del presidente Rossi perché il mio emendamento ha risolto tutti i problemi, con l'assessore Marson, col ministero e col Consiglio regionale». E Marson? Sorridente, spiega: «Sono soddisfatta perché è stato raggiunto un risultato importante, come è importante per il mondo il paesaggio toscano, un traguardo centrale, assieme alla riforma della legge sull'urbanistica, per il quale abbiamo lavorato molto. È una bella giornata, anche se resta l'amarezza per alcune slealtà che ho dovuto subire». In stazione c'era anche il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, che ha difeso la «linea Marson», e Franceschini ha aggiunto: «Questa firma è un grande passo avanti per la difesa dell'ambiente». Poi tutti a bordo per un tuffo nella natura, nei colori e suoni delle Crete senesi, per il viaggio sulla linea Asciano-Monte Antico voluto dalla Fondazione Fs (presieduta da Mauro Moretti, anche lui ieri a Siena) e dal ministero. «Occorre valorizzare tutto il Paese come un museo diffuso», ha concluso Franceschini.