Le altre collezioni che richiederebbero collocazioni dignitose e funzionali NAPOLI. Tesori inutilizzati Napoli ne ha tanti. Non solo siti artistici o storici, chiese sbarrate, edifici in rovina, monumenti degradati. Ma anche beni culturali accumulati dagli uomini e poi trascurati. Archivi, biblioteche, fondi che raccolgono preziose testimonianze del passato. Spesso sono il frutto di una vita di lavoro, ma altrettanto spesso rischiano di andare persi, se le istituzioni non intervengono. Nel caso della Biblioteca di Marotta si è fatto un passo in avanti, ma ci sono altri casi urgenti che la città non deve dimenticare. Per esempio l'Archivio Parisio. Ne ha scritto su queste colonne a novembre scorso Sergio Lambiase. Curato con passione da Stefano Fittipaldi, l'archivio Parisio accoglieva nei magnifici ambienti sotto i portici di piazza Plebiscito anche le lastre e le pellicole dell'archivio Troncone, con le foto degli anni tragici tra il 1940 e il 1945. Praticamente la memoria visiva della città, da cui sarebbe potuto nascere anche un museo della fotografia, uno dei tanti che Napoli sogna invano. L'Archivio invece ha chiuso. Ancora fotografie, stavolta artistiche: sono migliaia gli scatti firmati Mimmo Jodice, uno dei più grandi fotografi del nostro tempo. Un artista napoletano noto in tutto il mondo che ha manifestato molte volte l'intenzione di donare il proprio archivio alla sua città. Era stata anche identificata una sede possibile nell'ex Asilo Filangieri, ora occupato. Poi si è parlato di altri luoghi. Ma per ora le foto di Mimmo Jodice restano nel suo archivio personale mentre il mondo ce le invidia. Infine, l'Arte Tipografica, per citare solo tre esempi e non addentrarci nel campo dell'arte contemporanea e delle collezioni che rischiamo di perdere definitivamente, come quella di Lia Rumma, che è stata esposta a Londra ma mai a Napoli. L'Arte Tipografica, stampatore d'eccellenza che aveva sede a Palazzo Marigliano, ha terminato le sue attività. Avevano frequentato le sue stanze Benedetto Croce e tanti intellettuali di rango. Quelle macchine tipografiche testimoniano un mondo editoriale che non esiste più: anche in questo caso si è parlato di possibile allestimento di un museo della stampa. Per ora non se ne sa più nulla, anche se c'era stato l'interessamento dell'amministrazione comunale. Napoli aspetta almeno di sapere.