L'ex sovrintendente compie 80 anni e fonda insieme a Claudio Abbado l'orchestra Mozart BOLOGNA CARLO Maria Badini, il Grande Timoniere della Scala, compie ottant'anni il 2 giugno. Bologna - che ha appena festeggiato un altro ottantenne, Guido Fanti, eccellente sindaco successore di Dozza e amico del cardinal Lercaro -gli dedicherà domenica una serata speciale all'Accademia Filarmonica in cui fu laureato Mozart quattordicenne. Quel «Timoniere» non presume affinità con Mao tse-tung. Allude alle tempeste nelle quali Badini si trovò subito a navigare succedendo nel 1977 al leggendario Paolo Grassi, che lasciava il teatro milanese per la presidenza della Rai. Appena insediato, a Milano si mormora che sia venuto «a distruggere la Scala» sebbene, sovrintendente del Comunale di Bologna, in tredici anni l'abbia trasformato in uno dei più vitali enti lirici italiani. Alla Scala entra alle dieci, ne esce a mezzanotte. Appena in ufficio, sfilata la giacca, si rimbocca le maniche. Carreras e la Cotrubas cantano La bóhème diretta da Prêtre. La tensione politica in Palazzo Marino si riverbera sul teatro dirimpettaio. La democrazia cristiana all'opposizione scatena polemiche sui guadagni di Claudio Abbado, direttore di sinistra. «Colgo l'esigenza di fare della mediazione uno strumento per progredire», ripete Badini. Avrà fin troppe occasioni per esercitarsi. Terrà Abbado fino all'86 stretto alla Scala, dove ritorna direttore artistico il prestigioso Siciliani, dove nel 1978 si celebra splendidamente il bicentenario, dove il presidente Pertini viene ogni anno, dove nell'81 Riccardo Muti entra per la prima volta quale direttore di un'opera - Le nozze di Figaro trionfali con Strehler -, dove nell'83 per la prima volta con Wojtyla entra un papa. Dopo tredici stagioni, nel 1990 Badini lascia, diventa presidente dell'Agis, poi perde il conto delle cariche e degli anni, finché non definisce «follia senile» l'ultima che ha combinata con Claudio Abbado, l'Accademia Filarmonica e Fabio Roversi Monaco presidente della Fondazione Carisbo: l'ideazione dell'Orchestra Mozart, nata in tempo per celebrare nel 2006 i 250 anni di Wolfgang. Naturale che nel momento cruciale della recente crisi scaligera qualcuno volesse richiamare in servizio il Grande Timoniere. Naturale che dalla fase finale della querelle Muti-Fontana, cominci la nostra intervista con Badini, occhi azzurro-mare scintillanti, candidi capelli ben curati, poderose sbuffate di fumo del sigaro preferito: Montecristo numero 4. Un quotidiano annunciò: «Badini, il traghettatore». Avrebbe accettato? «Sorrisi e mi dissi: "Ma sono matti!". Comunque diedi la mia disponibilità a dare una mano. Scrissi ai "Liberi loggionisti" formulando ipotesi. Una prevedeva che Meli si autosospendesse. Come troppo tardi avvenne. Se si fosse proceduto con celerità, Riccardo Muti sarebbe ancora alla direzione musicale della Scala». Come giudica la soluzione Lissner? «Una soluzione intelligente per uscire dal caos. A Stephane Lissner va riconosciuta l'assoluta competenza nel campo della direzione artistica. Altra cosa è la gestione complessa di un teatro, soprattutto se è la Scala. Ce la farà se si confermerà un sovrintendente che sa stare in sala macchine, non solo sulla plancia di comando. Che sa sporcarsi le mani ogni giorno con la polvere del palcoscenico». La Scala manterrà il primato? «Non ne ho dubbi. Sarà sempre il luogo teatrale del quale milioni di persone in Italia e nel mondo desiderano varcare la soglia almeno una volta nella vita. Neanche le tempeste più violente scalfiscono un mito». Qual è il suo ricordo più forte di tanti anni di teatro musicale? «Una cambiale firmata da me sovrintendente e dalla maggior parte dei lavoratori del Comunale di Bologna. Eravamo nel 1965 o '66, i contributi pubblici tardavano, le banche non ci accordavano più aperture di credito, la cassa era maledettamente vuota e le spese tante. Una banca si dichiarò disponibile a darci il denaro necessario a fronte di garanzie: firmammo la cambiale». La sua maggiore preoccupazione per la musica in Italia? «Quella di sempre: l'assoluta indifferenza del mondo politico per la cultura e per la musica in particolare. Basta con provvedimenti tampone. Urge un processo di modernizzazione! E' necessario il commissariamento delle fondazioni liriche: tre, quattro anni in cui fare una nuova legge sulla musica, rivedere le fondazioni stesse, ridefinire le relazioni sindacali e i contratti di lavoro». Lei viene dalla politica. Socialista, cresciuto in un quartiere operaio, lavora nel sindacato, a 26 anni è assessore provinciale alla pubblica istruzione, sport, cultura, turismo. Che pensa di Cofferati sindaco? «Non mi unirò al coro di critiche che si è abbattuto su Cofferati. Il problema della legalità e della sicurezza investe soprattutto i ceti popolari: le cronache quotidiane sono piene di borseggi e raggiri a vecchi e pensionati. Spesso gli appartamenti sfitti che vengono occupati sono proprietà individuali non di gruppi immobiliari. Il sindaco ha fatto una scelta giusta. Quanto al resto dei suoi atti, diamogli il tempo necessa rio». Come vede la politica dei partiti italiani? «Ma ci sono ancora i partiti in Italia? C'è troppo leaderismo, oggi, troppi "uomini soli al comando"». Ha un consiglio per la sinistra? «Una battuta, soltanto: alla luce delle vicende di questi ultimi giorni, dopo i molti gol segnati dalla sinistra nel 2005 (primo tempo), non vorrei che nel 2006 (secondo tempo) finisse come Milan-Liverpool. Speriamo di no!». CHI E' Carlo Maria Badini è nato a Bologna il 2 giugno 1925. Sarà festeggiato domenica 5 giugno all'Accademia Filarmonica, dove ha appena ideato l'Orchestra Mozart con Claudio Abbado e Fabio Roversi Monaco. Sindacalista Cgil, iscritto al psi, a 26 anni nella giunta provinciale di Bologna Nel 1964 diventa sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, per 13 anni. Sovrintendente del Teatro alla Scala dal 1 "marzo 1977 al 30 settembre 1990,13 anni di straordinario impegno, segnati dall'improvvisa morte a 17 anni dell'unico figlio, Paolo. Lascia la Scala in attivo: 20 miliardi di lire. E' stato presidente nazionale dell'Agis e membro della Commissione ministeriale per la musica.
Badini, il Gran Timoniere. La Scala? Non l'abbatte nemmeno la tempesta
L'ex sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Carlo Maria Badini, compie 80 anni. L'Accademia Filarmonica di Bologna dedicherà domenica una serata speciale al suo compleanno. Badini ha fondato insieme a Claudio Abbado l'Orchestra Mozart BOLOGNA CARLO. Nel 1977, Badini è diventato sovrintendente del Teatro alla Scala, dove ha lavorato per 13 anni. Durante il suo mandato, la Scala ha celebrato il bicentenario di Mozart e ha ospitato direttori come Riccardo Muti e Placido Domingo. Badini ha anche lavorato con il sindaco di Bologna, Guido Fanti, per trasformare il Teatro Comunale in uno dei più vitali enti lirici italiani.
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