Lepore: «Trasmettiamo l'idea di una Bologna che rinasce come vetrina dell'arte del futuro» «Si mi piacerebbe, ben venga un'iniziativa del genere». L'assessore Lepore è favorevole all'idea di Sassoli de Bianchi di un festival internazionale di street artist. «Anche così dice si promuove l'immagine di Bologna nel mondo, come una città vissuta, che riempie gli spazi, che si fa vetrina dell'arte del futuro». Lepore puntualizza che già l'amministrazione sta facendo molto per ripulire i muri da tag e vandalismi. «La mobilitazione data dal festival» darebbe un'impronta creativa a un «valore sociale» E le risorse? «È competenza dell'assessorato alla Cultura». Anche così la città promuove se stessa: con i suoi colori che raccontano avventure, quartieri che vivono, muoiono e poi risorgono. Anche così si possono salvare i portici e le strade dal degrado, rilanciare la bellezza con l'arte che più si avvicina alla contemporaneità, quella delle bombolette spray. Che anziché imbrattare, impreziosiscono con forme e suggestioni. All'assessore al Marketing urbano, Matteo Lepore, l'idea di Lorenzo Sassoli de Bianchi piace parecchio. Gli piace l'idea di un «Wipe out festival» in cui street artist da tutto il mondo cancellino gli scarabocchi dai muri e li ridipingano. Assessore, il bilancio del Comune può sostenere un'iniziativa del genere? «Sassoli de Bianchi è il presidente dell'Istituzione Musei. Sarebbe quindi compito dell'assessorato alla Cultura occuparsene ed eventualmente trovare le risorse. Se una realtà culturale riesce a sostenere un progetto per la città ben venga. Se Ronchi è d'accordo...». Lei lo appoggerebbe? «Mi farebbe molto piacere. Noi in un anno abbiamo ripulito 15 mila metri quadri di centro storico insieme a Hera e associazioni di volontariato. Gli stessi condòmini possono usufruire di abbonamenti per tenere puliti i muri. Lo spirito è lo stesso». E il festival come si collocherebbe? «Lo leggo come una collaborazione a un impegno che l'amministrazione sta già portando avanti. Sarebbe un modo originale di rilanciare la cittadinanza attiva, quella che noi includiamo sotto la sigla "Collaborare Bologna". Gli autori si mobilitano per rispettare la bellezza e la cosa pubblica. Ha un valore sociale». Sassoli de Bianchi parla anche di strumento per costruire un'identità. È d'accordo? «Bologna ha un rapporto storico con il graffitismo. A partire da Francesca Alinovi che per prima ha identificato il fenomeno, studiandolo nelle strade di New York e trasferendolo anche a Bologna. Diverse iniziative hanno discusso del confine tra street art e vandalismo, riportando le diatribe a un livello costruttivo. Abbiamo in piedi progetti come Frontier perle palazzine Acer o il festival Cheap con i manifesti sui muri». Roma ha puntato sui writer per ridare smalto a zone degradate. Organizza visite guidate. Un modello? «Lo facciamo anche noi. In alcuni itinerari di trekking urbano sono incluse le visite ai graffiti di Frontier, di Blu, Cuoghi e Corsello, Ericailcane». Crede che Bologna sia pronta ad affrontare un «invasione» di graffitisti? «Se tutto è concordato, certo. Per individuare aree e modalità penso al modello dei laboratori partecipati. Lo stesso che è stato utilizzato per decidere le sporti del graffito di Blu all'ex Mercato 24». Poniamo che il festival abbia luogo. La sua caratteristica internazionale proietterebbe un'immagine di città nel mondo. Quale? «Quella di città vissuta. Di aree dismesse, perché hanno attraversato una storia. E che trovano la forza di rinascere. Di spazi vuoti che si riempiono. Di zone grigie che si colorano. Più come Berlino, per capirci, che una Bolzano con le sue fioriere immacolate. Sarebbe una vetrina dell'arte del futuro».
Bologna. Sì al Festival degli street artist
L'assessore alla Cultura, Matteo Lepore, è favorevole all'idea di un festival internazionale di street artist a Bologna. L'idea è stata proposta da Lorenzo Sassoli de Bianchi e si propone di cancellare gli scarabocchi dai muri e di ridipinglierli con forme e suggestioni. Lepore ritiene che il festival possa promuovere l'immagine di Bologna nel mondo e che possa essere un impegno per la cittadinanza attiva. L'assessore al Marketing urbano, Lepore, pensa che il festival possa avere un valore sociale e che possa aiutare a rilanciare la bellezza della città. L'idea è stata anche discusse con il presidente dell'Istituzione Musei, Ronchi, che ha espresso il suo sostegno.
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