Il sottosegretario: ma il Governo sta lavorando per il suo rilancio NAPOLI. «Non capisco perché la libera fruizione di un parco pubblico, inserito in un complesso monumentale straordinario qual è la Reggia di Caserta, debba lasciare, il giorno dopo, sul terreno, una discarica a cielo aperto. I pic nic si fanno in tutti i parchi del mondo, ma da nessuna parte si verifica ciò che ho notato qui». Il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, si dice amareggiata e indignata. Ha appena terminato la sua visita alla Reggia di Caserta e al sito reale di Carditello (altro tesoro abbandonato e seviziato per anni, e ora, grazie all'impegno dell'allora ministro Massimo Bray, restituito alla titolarità dello Stato) e l'impatto non è stato per niente accogliente: con i giardini ricoperti dai rifiuti lasciati dalle migliaia di giovani che, come da tradizione, hanno festeggiato la pasquetta sul prato (dato che il lunedì in Albis il parco è rimasto chiuso) e i venditori abusivi che continuano ad affollare l'area del «cannocchiale», la galleria d'ingresso al complesso vanvitelliano. Sottosegretario, il problema degli abusivi e del degrado non è una novità. Sebbene in tutti questi anni alle parole di indignazione non siano mai seguiti i fatti. Adesso è la volta buona? «Sì, ma non è possibile che luoghi di una bellezza straordinaria, e la Campania offre itinerari turistici unici, siano trattati così. Ho trovato un suk anche dentro la Reggia. Se vogliamo che il sito monumentale diventi un punto di attrazione internazionale è necessario far rispettare le regole». Certo, l'inciviltà dei cittadini indigna. Ma non è altrettanto grave che chi è addetto alla sorveglianza e alle pulizie lasci che orde di invasori facciano ciò che vogliono in uno dei palazzi reali più belli del mondo? «Il compito di sorvegliare e pulire è del ministero. Ma questo non può essere di certo un alibi per coloro che entrano in un parco pubblico, ne fruiscono liberamente, e alla fine lo trasformano in una discarica. Se non c'è rispetto per un bene che è patrimonio collettivo, come si pensa di poterlo, un giorno, valorizzare? Ognuno deve fare la propria parte: le istituzioni statali, quelle locali e i cittadini». Nei mesi scorsi sembrava tutto pronto: autonomia gestionale, la nomina del nuovo direttore. A che punto è la riforma dei Beni culturali? «La riforma, al netto dei tempi burocratici, produrrà i suoi effetti già nei prossimi mesi. Entro giugno sarà nominato il direttore della Reggia: abbiamo ricevuto 340 domande di candidati anche dall'estero. Anzi, dico di più: le domande dall'estero rappresentano circa il 25 per cento dell'ammontare totale. Poi, stringeremo accordi con le istituzioni locali per elaborare un progetto concreto di valorizzazione, in modo da restituire l'intero bene alla sua vocazione monumentale». L'Aeronautica militare lascerà gli spazi che occupa all'interno della Reggia e questo è un traguardo storico. Ma poi, gli oneri della manutenzione e della sicurezza da chi saranno assicurati? «Occorrerà esperire ogni sforzo progettuale per puntare sull'accoglienza turistica e incentivare la presenza dei visitatori per tutto il giorno all'interno del monumento vanvitelliano. L'area museale può essere ulteriormente valorizzata se, assieme ad essa, altri spazi, una cornice di regole chiare, saranno riservati ad attività di ristorazione o, per esempio, nella zona dell'emiciclo, alcune strutture destinate all'ospitalità, come avviene in tutti i musei del mondo». Per Carditello, invece, quali sono le prospettive? «Lì la situazione è più complicata: vi è una discarica di rifiuti a poche centinaia di metri e se non si risolve questo problema sarà difficile immaginare una valorizzazione piena del sito. Quando sarà realizzata la fondazione, che non dovrà essere soltanto un insieme di soggetti, occorrerà elaborare anche qui una proposta di accoglienza all'altezza della bellezza di Carditello».
Caserta. Un Parco ridotto a discarica. E all'ingresso ho trovato un Suk
Il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, ha espresso amareggiamento e indignazione per lo stato di abbandono della Reggia di Caserta e del sito reale di Carditello. I giardini della Reggia sono stati ricoperti dai rifiuti lasciati dalle migliaia di giovani che hanno festeggiato la pasquetta e i venditori abusivi che continuano ad affollare l'area del cannocchiale. Il problema degli abusivi e del degrado non è una novità, ma non è stato mai risolto. Il sottosegretario ha chiesto che le istituzioni statali, locali e i cittadini facciano la propria parte per valorizzare i beni culturali.
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